(pubblicato
su L’Unità ed. Nazionale del 29 gennaio 2006)
È al di là di ogni possibilità di
immaginazione, ma la maggioranza che ci governa ha posto tra le modifiche al
codice penale in materia di reati di opinione anche la quasi cancellazione dl
reato di alto tradimento. Quindi, con uno dei tanti provvedimenti ad personam
con i quali si chiude questa legislatura davvero devastante per la giustizia del
nostro Paese, ha troncato inopinatamente la vicenda giudiziaria di
Ustica.
Con il provvedimento, approvato in
fretta e furia, viene cambiato il reato per il quale sono stati imputati i
generali ai vertici dell'aeronautica militare italiana all'epoca della tragedia: ora si ha
attentato agli organi costituzionali soltanto se si compiono atti violenti.
E nessuno ha mai sostenuto che i
generali abbiano usato violenza contro il Governo, anche se si può dire che in
molti modi è stata massacrata la verità e colpita la coscienza democratica del
Paese.
Dunque, dopo venticinque anni,
scompaiono tutte le colpe.
È pur vero che i generali imputati
erano stati assolti, o per prescrizione o per insufficienza di prove, nei primi
due gradi del processo, ma è inaccettabile che si intervenga mentre la Procura
della Repubblica ha già presentato il ricorso e gli avvocati della parte civile
si accingono a farlo. Non è retorica ricordare che questo iter processuale era
pur costato ogni sorta di sacrificio per i parenti che avevano creduto nella
giustizia e che ora si vedono sottratta la possibilità di cercare ancora verità
e di difendere i loro interessi. Tutto invece finisce senza permettere all'iter
processuale di giungere a termine, senza tentare le ultime carte, finora
consentite, per ricostruire vari aspetti della tragedia. Certamente un grave
colpo per quelli che, ripeto, con ogni sacrificio, si erano costituiti in
giudizio, nel rispetto delle leggi e fiduciosi nel
diritto.
Sicuramente, ancora una volta un
grave colpo per la credibilità delle Istituzioni; soprattutto se si tiene
presente che per troppo tempo, pur con alcune lodevoli eccezioni, la politica
era stata colpevolmente inerte per quanto riguarda la ricerca della verità,
delegando ogni impegno alla magistratura. Oggi è proprio il percorso della
magistratura che si interrompe bruscamente, se ne vanifica ogni sforzo.
Ed è difficile tener lontano il
sospetto che, anche in questo caso, si tratti di un provvedimento ad personam,
fatto con un obiettivo ben preciso. Si è intervenuti, modificandolo, infatti su
un articolo del codice penale per il quale, nella storia della nostra
Repubblica, si era celebrato un solo processo: quel processo guarda caso è proprio ora
in corso e lo si tronca. L'unicità della problematica è evidente, l'interesse è
veramente soltanto degli attuali imputati.
E mi permetto anche di osservare,
entrando nel merito del provvedimento che a mio giudizio è comunque
inaccettabile voler ridurre lo spazio di reato nei rapporti tra apparati dello
Stato soltanto agli atti di
violenza. Come d’altra parte si deve segnalare che ancora una volta, come per
l’assoluzione in primo grado che chiude il caso, dai provvedimenti di questa
maggioranza sono calpestati i diritti delle vittime
Per ripercorrere la vicenda
giudiziaria di Ustica, dopo un’inchiesta di diciannove anni che ha dimostrato
che il dc9 è stato abbattuto, abbiamo avuto un processo di primo grado che si è
concluso con una assoluzione per prescrizione e con una ricostruzione dei fatti
che ha confermato che all'indomani della tragedia - 27 giugno 1980 - molti
elementi significativi e utili per la ricostruzione della verità erano stati
celati dai militari.
Poi abbiamo avuto un processo di
appello, affrettato e deludente, conclusosi con una assoluzione per
insufficienza di prove, che però lasciava intendere che pur rimanendo inalterata
la ricostruzione dei fatti, fossero venuti meno elementi di totale certezza
sulla responsabilità personale degli imputati.
Ora però il cammino si interrompe:
le motivazioni che debbono ancora essere depositate hanno perso ogni senso nel
rito giudiziario, evidentemente saranno scritte senza particolare tensione. Una
distratta e inutile ultima pagina!
Non è questa la conclusione che
l’intera vicenda merita: è offensiva per la verità, è offensiva per le povere
vittime, è offensiva per l’impegno civile che la società ha profuso in questi
anni, è offensiva perfino per il lavoro della magistratura stessa.
Penso che sia deleterio, alla lunga,
tener così distante la coscienza dei cittadini dalle verità sancite e mi
rammarica considerare come questo Paese, nelle sue forme ufficiali, non riesca a
riappropriarsi e a riscrivere con
trasparenza e coerenza una pagina così terribile della sua storia. La verità su Ustica rimane un peso
imbarazzante.
*Presidente
dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di
Ustica