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LETTERE DI SOLIDARIETA': alcune lettere di solidarietà inviate
via mail dai lettori di
www.stragediustica.info
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Non ci sono parole per definire lo schifo dell'ultima
sentenza. E' la morte di nuovo di tutte le vittime della strage,ma
cosa si può fare? Solo detestarli....
Sono con voi...
Gianni |
| è una VERGOGNA!!!!!!! |
| come sempre gli assassini si nascondono. perdonate lo
sfogo, ma è una vergogna per l'Italia. |
ho letto il commento di Linda nel post del blog Il Regno
degli Invisibili
sono erica del blog Pensieri in Libertà http://blog.pupazzipensieri.it
vi sono vicina e anch'io come voi provo rammarico rabbia ed indignazione
x la vergognosa sentenza dei giorni scorsi riguardo ad Ustica
io ho provato il vostro stesso dolore x un'altra strage , quella di
Bologna, dove morì un mio vicino di casa, papà di un
mio compagno d'infanzia, e anche x quella strage nulla è stato
fatto non vi è democrazia se non vi è giustizia e in
Italia succede questo purtroppo e sempre
un saluto con tanto affetto erica
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COMUNICATO STAMPA
USTICA e la sentenza di questi giorni sono lo specchio di unItalia
che non amiamo, che non vogliamo, che non appartiene al popolo italiano,
un Paese con ombre che pesano come macigni nei cuori
dei familiari di vittime innocenti che non un crudele destino ha
tolto ai propri cari, ma luomo, per un disegno o per un errore
Non dobbiamo saperlo.
Mi unisco allo sconforto e al dolore di quei familiari e come sindaco
ho già interpellato lonorevole Filippo Ascierto e il
senatore Maurizio Saia, i quali hanno già accolto la mia
richiesta, chiedendo loro di presentare una specifica interrogazione
parlamentare in merito ad una sentenza che è troppo riduttivo
definire vergognosa e inaccettabile.
Per noi Ustica non è stata una tragedia, bensì una
strage, la morte improvvisa e violenta di tanti innocenti; per la
Giustizia Italiana invece la colpa di quella strage NON SUSSISTE;
per gli italiani SUSSISTE eccome, gli occhi bruciano come quel giorno,
SUSSISTE la realtà di tante famiglie distrutte, SUSSISTE
il marchio di vergogna che pesa sulle Istituzioni, SUSSISTE in noi
italiani la sfiducia in quelle Istituzioni, SUSSISTE un potere occulto
di insabbiare fatti e prove, ma soprattutto SUSSISTE la consapevolezza
sempre più fondata che in Italia ciò che oggi NON
SUSSISTE è sicuramente la GIUSTIZIA!
17 gennaio 2007
Luca Claudio sindaco di Montegrotto Terme
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Cara Linda,
tu non sarai mai sola.
Siamo in tanti,una moltitudine, ad essere così si tratta
solo di "crederci" ed unire ogni energia degli onesti,
in un percorso comune e trasversale ad ogni pensiero politico.
Quando sento divagare sulle ideologie morte (permettimi di usare
un termine poco gentile)mi scompiscio dalle risate.
Cavolo qui è morta la politica e non l'ideologia!
Parlo della politica che decide per e non sulla gente,parlo di una
politica che sappia risolvere e soprattutto proteggere le decisioni
prese(comprese quelle giudiziarie)parlo di una politica che non
c'è ma che potrebbe nascere se riusciamo a comprendere che
lo sforzo comune deve essere trasversale e non di parte,perchè
se ci presentiamo sempre divisi, saremo sempre bollati di essere
faziosi,finendo per fare,inevitabilmente, l'interesse di quelli
che, ingiustamente, deleghiamo a rappresentarci.
Solo così potremo ripistinare la legalità e ridare
quella serenità di giudizio che lo stato italiano,attraverso
tutte le sue istituzioni,sembra avere smarrito.
Fatto questo, e ripristinata l'uguaglianza dei diritti ,potremo
tornare, ad essere fieri di appartenere alla politica.
Ognuno come gli pare!
Anche se non mi piace sponsorizzare o strumentalizzare noi ci proviamo.
Il percorso sarà tortuoso e difficile ,non necessariamente
lungo,ma in grado di trasformare la semplice e ,molto spesso,vana
speranza in certezza di GIUSTIZIA assoluta.
Linda,perdona l'uomo che,posto a giudice diventa asservito o pavido,perchè
la colpa è solo della nostra stupidita.
Voi non sarete mai soli.
Un abbraccio fraterno
Valfredo
Gentile Sig.ra La China,
mi scuoso anticipatamente se le invio questa mail sulla sua casella
di posta adibita alle attività lavorative ma è l'unica
che ho trovato in rete e dopo aver letto della sua personale vicenda
umana non ho potuto esimermi dal cercarla per comunicarle la mia
solidarietà e il mio profondo sdegno per come vergognosamente
la vicenda relativa all'abbattimento del DC9 si è conclusa.
Mi rendo perfettamente conto che questa mia mail sia priva di valore
ma sappia che questa vicenda può essere insabbiatta tra le
carte giudiziare ma non cancellata dalla memoria anche di chi come
me ha solo 26 anni.
Signora sappia che i suoi genitori nn sono partiti in quanto il
loro ricordo vive attraverso la sua memoria e la memoria collettiva.
Se mai avrò dei bambini racconterò loro di quella
triste vicenda e farò si che sfoglino le pagine del Libro
cui lei ha contribuito.
Le invio un caloroso abbraccio
Roberto S.
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IH-870
Di simone conti
IH870 - "È la 870, buonasera Roma."
Roma - "Buonasera 870. Mantenga 290 e richiamerà 13
Alfa."
IH870 - "Sì, senta: neanche Ponza funziona?"
Roma - "Prego?"
IH870 - "Abbiamo trovato un cimitero stasera venendo... da
Firenze in poi praticamente non ne abbiamo trovata una funzionante."
Roma - "Eh sì, in effetti è un po' tutto fuori,
compreso Ponza. Lei quanto ha in prua ora?"
IH870 - "Manteniamo 195."
Roma - "195. Si, va bene. Mantenga 195, andrà un po'
più giù di Ponza di qualche miglio.
IH870 - "Bene, grazie."
Come sarebbe stato bello vivere una vita normale.
Sognare, amare.
Chissà come sarebbe stato bello scaldarsi alla luce del sole
o giocare nella neve.
Chissà come sarebbe stato bello scartare i regali sotto l'albero,
a Natale.
Già, chissà come sarebbe stato bello
Qualcuno, però, non me lo ha concesso.
E adesso mi chiedo solo perchè? Di quale colpa mi sono macchiato?
Ricordo che per buona parte del viaggio restai con il viso appiccicato
al finestrino a guardare il mare, una distesa infinita di blu. Le
onde, increspate dal vento, mi salutavano in quella che sarebbe
dovuta essere una bellissima vacanza.
Lassù, nel ventre del grande uccello di metallo, mio sentivo,
anche se impaurito stringevo forte la mano di papà.
Chissà coma sarebbe stato bello vivere una vita normale
Avrei voluto tanto conoscere la vita, assaporarne il gusto, respirare
il suo soffio delicato.
Guardavo mio padre e pensavo ai giorni che avrei potuto trascorrere
in sua compagnia. Lui mi avrebbe insegnato tante cose ed io le avrei
imparate. Perché è così che funziona, giusto?
Chissà come sarebbe stato bello vivere
Io non chiedevo niente. Volevo solo vivere la mia vita, approfittare
del dono che mi era stato dato.
Ma il mio paese, il paese nel quale sono nato, non me lo ha concesso
Chissà come sarebbe stato bello vivere
Invece me ne andai una calda sera di Giugno, inghiottito da una
vampa di luce e calore.
Voi non mi conoscete ma a me sembra di conoscere ognuno di voi.
Perché ognuno di voi è pronto ad indignarsi sulla
spinta dell'emozione e con altrettanta rapidità si dimostra
capace di dimenticare tutto, gettandosi alle spalle la memoria storica
di questo disgraziato stivale.
Non dimenticatemi e non dimenticateci.
Io ero solo un bambino di quattro anni: fermatevi solo un secondo
a pensare come sarebbe stato bello vivere la mia vita
.
IH870 - "Roma, buonasera. È l'IH870."
Roma - "Buonasera IH870, avanti."
IH870 - "115 miglia per Papa-Alfa... per Papa-Romeo-Sierra,
scusate. Mantiene 250."
Roma - "Ricevuto IH870. E può darci uno stimato per
Raisi?"
IH870 - "Sì: Raisi lo stimiamo per gli uno-tre."
Roma - "870 ricevuto. Autorizzati a Raisi VOR. Nessun ritardo
è previsto, ci richiami per la discesa."
IH870 - "A Raisi nessun ritardo, chiameremo per la discesa,
870."
In memoria dei 77 passeggeri del volo IH-870 e dei quattro membri
dell'equipaggio del DC-9 Itavia abbattuto il 27 giugno 1980.
Andres Cinzia (24), Andres Luigi (32), Baiamonte Francesco (55),
Bonati Paolo (16), Bonfietti Alberto (37), Bosco Alberto (41), Calderone
Maria Vincenza (58), Cammarata Giuseppe (19), Campanini Arnaldo
(45), Casdia Antonio (32), Cappellini Antonella (57), Cerami Giovanni
(34), Croce Maria Grazia (40), D'Alfonso Francesca (7), D'Alfonso
Salvatore (39), D'Alfonso Sebastiano (4), Davì Michele (45),
De Cicco Giuseppe Calogero (28), De Dominicis Rosa (Allieva Assistente
di volo Itavia) (21), De Lisi Elvira (37), Di Natale Francesco (2),
Diodato Antonella (7), Diodato Giuseppe (1), Diodato Vincenzo (10),
Filippi Giacomo (47), Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32), Fontana
Vito (25), Fullone Carmela (17), Fullone Rosario (49), Gallo Vito
(25), Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44), Gherardi Guelfo
(59), Greco Antonino (23), Gruber Berta (55), Guarano Andrea (37),
Guardì Vincenzo (26), Guerino Giacomo (19), Guerra Graziella
(27), Guzzo Rita (30), Lachina Giuseppe (58), La Rocca Gaetano (39),
Licata Paolo (71), Liotta Maria Rosaria (24), Lupo Francesca (17),
Lupo Giovanna (32), Manitta Giuseppe (54), Marchese Claudio (23),
Marfisi Daniela (10), Marfisi Tiziana (5), Mazzel Rita Giovanna
(37), Mazzel Erta Dora Erica (48), Mignani Maria Assunta (30), Molteni
Annino (59), Morici Paolo (Assistente di volo Itavia) (39), Norrito
Guglielmo (37), Ongari Lorenzo (23), Papi Paola (39), Parisi Alessandra
(5), Parrinello Carlo (43), Parrinello Francesca (49), Pelliccioni
Anna Paola (44), Pinocchio Antonella (23), Pinocchio Giovanni (13),
Prestileo Gaetano (36), Reina Andrea (34), Reina Giulia (51), Ronchini
Costanzo (34), Siracusa Marianna (61), Speciale Maria Elena (55),
Superchi Giuliana (11), Torres Pierantonio (32), Tripiciano Giulia
Maria Concetta (45), Ugolini Pierpaolo (33), Valentini Daniela (29),
Valenza Giuseppe (33), Venturi Massimo (31), Volanti Marco (36),
Volpe Maria (48), Zanetti Alessandro (18), Zanetti Emanuele (39),
Zanetti Nicola (6).
|
| dal
BLOG di GRILLO... |
Prima di ogni altra cosa vorrei manifestare a tutti
i parenti di
> quelle povere vittime innocenti tutta la solidarietà e
il dolore che
> ho pro vato fin da quel lontano giorno di trent'anni fa.
> E penso anche sia doveroso dirvi che non ho mai dimenticato e
non
> dimenticherò mai quel tragico giorno.
> Ma se mi sono deciso a scrivervi è per manifestare la
mia profonda
> indignazione per le farneticazioni di questo "esperto di
affari
> militari"
> che risponde al nome di Luttwak. Già di per sè
è allucinante che
> costui abbia potuto coniare un verbo come "usticare"
(senza rendersi
> conto, ovviamente, di quanto profondamente abbia mancato di rispetto
> alle vittime ed ai loro familiari; oppure, rendendosene conto
ma
> fregandosene
> altamente)
> ma poi, non pago di tanta scelleratezza, si permette anche di
> ironizzare sul lavoro del giudice Priore sparando una sequela
> inimmaginabile di stupidaggini sulle indagini da lui svolte,
sul
> segreto militare, sulla CIA e sulla dinamica dell'incidente.
Sono
> furioso!
> Non commento quello ha detto nei giorni scorsi Giovanardi anche
> perchè prendersela con lui sarebbe un po' come sparare
sulla Croce
> Rossa:
> da tempo
> abbiamo avuto modo di "apprezzarne" i consistenti limiti,
per cui ...
> lasciamolo pure bofonchiare al limite dell'incomprensibile sulla
sua
> fantomatica bomba a bordo e sulle altre amenità di cui
saltuariamente
> vorrebbe renderci partecipi.
> Ma è mai possibile che ancora oggi siamo a questo punto?!!!
> Ma cosa credono, che si stia cercando una vendetta? Qualcuno
da poter
> maledire?
> Non credo si tratti di questo. Credo si tratti fondamentalmente
di un
> discorso di ... dignità. La verità ci spetta di
diritto e ci spetta
> anche che questo stato, questa Repubblica - per quanto svilita
dai
> comportamenti di personaggi di potere quantomeno discutibili
- ci
> tuteli, tuteli i suoi cittadini, li difenda, anche dai comportamenti
> posti in essere da nazioni più o meno amiche.
> Bene ha fatto il nostro presidente Napolitano a prendere posizione
ma
> ... e gli altri? Il presidente del consiglio, gli ex-presidenti
della
> repubblica che parlano a scoppio ritardato e senza andare a fondo
> (Cossiga), De Michelis che ancora oggi ha il coraggio di definire
81
> persone (dico
> ottantuno!!!) ... "collateral damages" .
> Sono sconvolto, avvilito, frustrato da tanta mancanza di rispetto,
dal
> qualunquismo strisciante, dall'arroganza e dalla pochezza di
tanti
> personaggi.
> Chiedo scusa per i toni ma ascoltare certe parole, vedere certi
> atteggiamenti... mi ha profondamente scosso.
> Non riesco a cancellare dalla mia mente quell'aereo ricomposto
nei
> suoi vari pezzetti lacerati e a pensare a tutti quelli che oggi
non ci
> sono pi ù... e mi scoppia nella testa un "perchè?"
così lacerante che
> fa male. Fa m olto male.
> Un sincero abbraccio a tutti voi dell'associazione.
>
> Carlo |
| Carissimi,
sono Grazia, di Catania, e vi scrivo per dirvi che siamo tutti
vittime di quella maledetta "strage di Ustica".
Lo sono stati i vostri cari, su quell'aereo. Lo siete ancora voi,
in questo pianto senza fine. Lo sono stati tutti quei preziosi testimoni
morti "in circostanze misteriose" negli anni seguenti,
senza una spiegazione. Lo è stato questo Paese troppo vigliacco,
lecchino e schiavo per far prevalere la giustizia VERA sulle alleanze
economiche e politiche internazionali, anche dopo tanti anni. Lo
sono stata anche io, nel mio piccolo, perchè avevo 6 anni
quando vidi quelle terribili immagini in TV e da allora non ho mai
più preso un aereo ... e la mia fobia del volare mi sta bloccando
in tanti campi ancora oggi.
Ma sono vittime anche tutti quegli italiani nati dopo il 1980 ...
e tutt'oggi presi in giro da telegiornali e dichiarazioni politiche
che si ostinano a chiamare quello di Ustica un tragico incidente,
quando invece basta andare su internet e fare "due più
due" per capire che è stato pluri-omicidio. Forse non
voluto, ma certo nascosto e mai punito in seguito.
Sono passati 30 anni.... anche i bambini lo sanno che c'è
tanto marcio in questa storia. Quando la smetteranno di considerarci
dei cretini?? Quando cominceranno a rispettare la nostra dignità
consegnandoci la verità ??
Con infinito affetto,
Grazia M.
|
| Ho assistito al vergognoso conio del verbo Usticare
nello speciale di ieri sera su LA7 da parte del Sig. Luttvak. Sono
mortificato.
Non sono coinvolto direttamente in questa strage se non per il
fatto di essere stato un adolescente di 14 anni testimone in quei
giorni, insieme a tanti altri italiani spettatori dei telegiornali
serali e lettori dei quotidiani nazionali, della notizia della scomparsa
dagli schermi radar, di unaereo nel mar tirreno quel 27 giugno
del 1980.
Scomparsa dagli schermi radar terminologia tecnica,
asettica, estranea allo straziante dolore di un mancato arrivo di
un figlio, fratello, parente, amico.
Straziante dolore che inizia con lattesa di quellarrivo
che si prolunga nel tempo, e con il tempo che passa in alcuni si
fa spazio la consapevolezza dellinvano attendere altri vengono
proiettati in una dimensione in cui quellattesa del proprio
caro diventa lunica ragion desistere.
Per tutti gli altri, quelli che come me, testimoni ignari del tempo
che vivevamo, hanno appreso che laereo scomparso era caduto
in mare con il suo prezioso carico di affetti, speranze, sogni,
concentrati in ciascuna degli 81 essere viventi, in tutto e per
tutto miei simili, simili del Sig. Luttvak le cui parole leggere
hanno offeso lumanità, lattesa è divenuta
quella della verità offesa (nei fatti) da una presunta ragion
di stato a cui taluni danno la stessa dignità etica, e si
permettono dunque di barattarla, sulla pelle degli altri, in cambio
del dolore di 81 famiglie e del loro diritto di conoscere ogni singolo
particolare di ciò che avvenne quella sera e che strappò
le vite di quelle persone, cristianamente nostri fratelli!
Invece in questi anni abbiamo appreso come taluni si siano prodigati
nel distorcere la realtà utilizzando mezze verità
talora, manomettendo gli elemti di prova, con il sospetto che possa
esserci stata unazione ancor più decisa nel depistare
con azioni addirittura eversive.
Ma ripeto, non sono nessuno, sono stato solo un testimone in questi
30 anni, nemmeno privilegiato, uno tra i tanti che come tanti altri
non può trattenere le lacrime quando pensa a quelle vittime,
ai sopravissuti e a come persone senza scrupoli si permettono di
martoriarle ulteriormente.
Uno tra i tanti che a 30 anni di distanza, con questa nuova prospettiva
che il tempo ha concessso a tutti noi, si chiede perché,
per chi e da chi la strage del 2 Agosto del 1980 della stazione
di Bologna. Ormai a distanza di tanti anni nella mia mente cominciano
a crearsi associazione strane tra quelle due stragi, altre menti
malate come la mia, si permettono di seminare dubbi su alcune morti,
avvenute in un arco di tempo abbastanza ristretto, avendo tutte
in comune quella di coinvolgere potenziali testimoni, quelli si
privilegiati, di un fatto, evidentemente, indicibile e di fatto
no detto; morti che annoverano incidenti di volo tra i massimi professionisti
del volo (ma gli incidenti posso capitare), suicidi in ginocchio
com un servitore del vero stato ha brillantemente sintetizzato.
Perdonatemi lo sfogo.
Voglio solo dirvi che io, in questi 30 anni, mi sono ritrovato
in quella massa silenziosa che, insieme a voi, ha sofferto per lassenza
dell verità.
In realtà non solo per lassenza della verità,
nel mio piccolo mi sono immedesimato, per quello che ho potuto ma
già sufficientemente straziante, nel genitore, nel fratello,
nel figlio del caro scomparso da quegli schermi radar.
Sono coinvinto di esprimere lo stesso sentimento di mia moglie,
dei miei figli (ancora piccoli, ma un giorno dovranno sapere) e
dei miei amici più cari.
|
| Ero piccola ma ricordo bene quel giorno. E soprattutto
di questi anni ricordo lo stupore di fronte all'incapacità
del nostro Stato di dirci la verità. Ancora oggi i parenti
non hanno il diritto di ricordare i propri morti con un po' di pace.
Vi siamo vicini, e riteniamo questa verità un diritto di
tutti.
Un abbraccio, Anna
|
Secondo me, dopo le dichiarazioni di Cossiga, l'Italia
dovrebbe fare pressioni sulla Francia a tutti i livelli, anche sull'opinione
pubblica.
Secondo me potrebbe essere utile comprare una pagina di un quotidiano
nazionale francese facendo un appello affinché chi (in Francia)
sa qualcosa parli, dopo 30 di silenzio.
Enrico |
Buona sera le scrivo questa mia con l'intento di portare
solidarietà per la vostra causa,
penso comunque che non si offenderebbe se scrivessi , la nostra causa.
La vicenda della strage del 27 Giugno 1980 mi ha turbato molto , al
tempo ero un ragazzo
tredicenne .........con la testa fra le nuvole.......come tutti ,
o quasi , i tredicenni.
All'esame di terza media nella prova scritta di italiano scelsi fra
i vari titoli a disposizione
il tema libero proprio per scrivere dalla tragedia di Ustica.
Il 27 Giugno 2010 ho pensato che quel tema di un ragazzino di tredicianni
non ha età......
.......insomma.......sono passati trentanni ma non è cambiato
nulla.
Personalmente penso che in questa triste vicenda lo stato e la politica
italiana abbiano
dato prova a quanto tengano ai loro cittadini ..........e qui mi fermo
, per rispetto di chi non
c'è più e di chi ha vissuto questa strage in prima persona
.
Grazie e buonasera.
Paolo C., 43 anni di Vicenza.
p.s. Al più presto farò una visita al Museo della Memoria
. |
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Salve
allego il link di un ricordo, postato su un forum di fotografia:
http://www.nikonclub.it/forum/index.php?showtopic=175368
Sono un fotografo bolognese. Quel giugno di 30 anni fa ero poco
più di un ragazzo ma l'emozione di quella tragedia non mi
ha mai abbandonato.
Grazie per ciò che fate al fine di conservare la memoria.
Un abbraccio a tutti
Valerio
|
|
Gentili signori.
La verità è a un passo da noi.
Ma quel passo è da trent'anni che si aspetta di compierlo.
Perchè ?
Forse perchè la verità è troppo imbarazzante,
non per uno, ma per tanti.
Tanti chi ?
Quei tanti che hanno taciuto e ancora tacciono sulla morte di 81
italiani, vittime involontarie sull'altare degli intrighi internazionali
coperti poi, dal segreto di stato.
Cordialità
Fabio
|
Spettabile Associazione parenti delle vittime della
strage di Ustica,
Vi scrivo (sono un ragazzo siciliano di nome Angelo) perchè
ho scritto una poesia che vorrei dedicare a tutti Voi:
Sete di giustizia e verità
che niente e nessuno potrà placare
se non l'accertamento di tutte le responsabilità
coinvolte in un'inutile strage da ricordare
per smuovere le coscienze e toccare la sensibilità
anche e soprattutto di coloro che cercano di ostacolare
che venga fatta piena luce su una triste ed amara realtà
Nella speranza di aver fatto una cosa a Voi gradita, nel ricordarVi
che non siete soli e nell'augurarVi tanta pace e forza per continuare
a lottare, Vi porgo i miei più cordiali saluti. Angelo
|
Ho letto la lettera di Elisabetta Lachina con partecipazione.
Sì, la tragedia di Ustica mi appartiene, appartiene a tutti
noi cittadini italiani, come ha espresso Elisabetta in modo così
toccante, così lucido. Ogni anno da quel giorno anche per me
è lutto, come sono lutto quelle stragi che hanno offeso il
nostro Paese e che aspettano ancora una VERA giustizia.
Un forte abbraccio ai famigliari e a tutte quelle persone( magistrati,
giornalisti..) che si sono battuti , si battono e si batteranno per
la ricerca della VERITà.
Carmen C. |
Ero piccola ma ricordo bene quel giorno. E soprattutto
di questi anni ricordo lo stupore di fronte all'incapacità
del nostro Stato di dirci la verità. Ancora oggi i parenti
non hanno il diritto di ricordare i propri morti con un po' di pace.
Vi siamo vicini, e riteniamo questa verità un diritto di tutti.
Un abbraccio, Anna C. |
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Prima di ogni altra cosa vorrei manifestare a tutti i parenti di
quelle povere vittime innocenti tutta la solidarietà e il
dolore che ho provato fin da quel lontano giorno di trent'anni fa.
E penso anche sia doveroso dirvi che non ho mai dimenticato e non
dimenticherò mai quel tragico giorno.
Ma se mi sono deciso a scrivervi è per manifestare la mia
profonda indignazione per le farneticazioni di questo "esperto
di affari militari" che risponde al nome di Luttwak. Già
di per sè è allucinante che costui abbia potuto coniare
un verbo come "usticare" (senza rendersi conto, ovviamente,
di quanto profondamente abbia mancato di rispetto alle vittime ed
ai loro familiari; oppure, rendendosene conto ma fregandosene altamente)
ma poi, non pago di tanta scelleratezza, si permette anche di ironizzare
sul lavoro del giudice Priore sparando una sequela inimmaginabile
di stupidaggini sulle indagini da lui svolte, sul segreto militare,
sulla CIA e sulla dinamica dell'incidente. Sono furioso!
Non commento quello ha detto nei giorni scorsi Giovanardi anche
perchè prendersela con lui sarebbe un po' come sparare sulla
Croce Rossa: da tempo abbiamo avuto modo di "apprezzarne"
i consistenti limiti, per cui ... lasciamolo pure bofonchiare al
limite dell'incomprensibile sulla sua fantomatica bomba a bordo
e sulle altre amenità di cui saltuariamente vorrebbe renderci
partecipi.
Ma è mai possibile che ancora oggi siamo a questo punto?!!!
Ma cosa credono, che si stia cercando una vendetta? Qualcuno da
poter maledire?
Non credo si tratti di questo. Credo si tratti fondamentalmente
di un discorso di ... dignità. La verità ci spetta
di diritto e ci spetta anche che questo stato, questa Repubblica
- per quanto svilita dai comportamenti di personaggi di potere quantomeno
discutibili - ci tuteli, tuteli i suoi cittadini, li difenda, anche
dai comportamenti posti in essere da nazioni più o meno amiche.
Bene ha fatto il nostro presidente Napolitano a prendere posizione
ma ... e gli altri? Il presidente del consiglio, gli ex-presidenti
della repubblica che parlano a scoppio ritardato e senza andare
a fondo (Cossiga), De Michelis che ancora oggi ha il coraggio di
definire 81 persone (dico ottantuno!!!) ... "collateral damages"
.
Sono sconvolto, avvilito, frustrato da tanta mancanza di rispetto,
dal qualunquismo strisciante, dall'arroganza e dalla pochezza di
tanti personaggi.
Chiedo scusa per i toni ma ascoltare certe parole, vedere certi
atteggiamenti... mi ha profondamente scosso.
Non riesco a cancellare dalla mia mente quell'aereo ricomposto nei
suoi vari pezzetti lacerati e a pensare a tutti quelli che oggi
non ci sono più... e mi scoppia nella testa un "perchè?"
così lacerante che fa male. Fa molto male.
Un sincero abbraccio a tutti voi dell'associazione.
Carlo M.
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Carissimi,
sono Grazia, di Catania, e vi scrivo per dirvi che siamo tutti vittime
di quella maledetta "strage di Ustica".
Lo sono stati i vostri cari, su quell'aereo. Lo siete ancora voi,
in questo pianto senza fine. Lo sono stati tutti quei preziosi testimoni
morti "in circostanze misteriose" negli anni seguenti,
senza una spiegazione. Lo è stato questo Paese troppo vigliacco,
lecchino e schiavo per far prevalere la giustizia VERA sulle alleanze
economiche e politiche internazionali, anche dopo tanti anni. Lo
sono stata anche io, nel mio piccolo, perchè avevo 6 anni
quando vidi quelle terribili immagini in TV e da allora non ho mai
più preso un aereo ... e la mia fobia del volare mi sta bloccando
in tanti campi ancora oggi.
Ma sono vittime anche tutti quegli italiani nati dopo il 1980 ...
e tutt'oggi presi in giro da telegiornali e dichiarazioni politiche
che si ostinano a chiamare quello di Ustica un tragico incidente,
quando invece basta andare su internet e fare "due più
due" per capire che è stato pluri-omicidio. Forse non
voluto, ma certo nascosto e mai punito in seguito.
Sono passati 30 anni.... anche i bambini lo sanno che c'è
tanto marcio in questa storia. Quando la smetteranno di considerarci
dei cretini?? Quando cominceranno a rispettare la nostra dignità
consegnandoci la verità ??
Con infinito affetto,
Grazia M.
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Salve,
per cortesia fate pervenire alla presidente della Vostra associazione,
On. Bonfietti, la mia ammirazione per la sua partecipazione alla
trasmissione "In Onda".
Alla inattesa incapacità dei due giornalisti presenti in
studio, si e' sostituita Lei, nel rispondere a Luttwak e De Michelis,
degni rappresentanti di cio' che la vostra associazione combatte
da anni: un muro di menzogne.
Distinti Saluti
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Blog grillo http://www.beppegrillo.it/2010/06/si_parla_della.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Frss+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29
Blog palermo:
http://www.blogpalermo.it/2010/06/24/il-mistero-della-strage-di-ustica-parla-uno-degli-esecutori-materiali/
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