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Il viaggio del (non) ritorno
Il viaggio del volo dell'aereo ITAVIA in codice I-TIGI 870 è terminato. Il 25 giugno 2006, dopo 26 anni quest'aereo è tornato nella città di partenza cioè Bologna. Dopo esser decollato dall'aeroporto di Bologna e non essere atterrato a quello di Palermo è sfracellato sul mare nei pressi di Ustica; dopo il recupero su ordine della magistratura e l'utilizzo come prova nell'hangar di Pratica di Mare, oggi grazie al corpo dei Vigili del Fuoco è stato trasportato via terra, per autostrada, fino al paese di partenza.
E questa tragedia torna al punto di partenza nei cuore dei parenti e di tutte quelle persone colpite direttamente o indirettamente negli affetti.
CHE COSA AVETE PROVATO?
Già di per sé la ricorrenza del 27 giugno di ogni anno produce una forte lacerazione nel più profondo dei nostri sentimenti, combattuti tra la dolcezza del ricordo delle persone scomparse e la violenta rabbia nei confronti non del destino ma di quei maledetti e vigliacchi assassini. Da buon cristiano ho sempre condiviso la sacralità del perdono. Non ho sentito nessuno che si sia pentito ed abbia chiesto perdono e così senza pentimento non c'è perdono, non c'e pace.
E LO STATO ITALIANO COME LO VEDETE, AMICO O NEMICO
Non è facile prendersela con lo stato. Le leggi sono fatte per essere rispettate e se i dipendenti dello stato malversano, agiscono contro gli interessi dei cittadini, allora la colpa dello stato cade sulla sua inerzia nel farsi rispettare. Allora il nemico non è lo Stato bensì l'inerzia, l' incapacità dei suoi esecutori
Lo stesso dicasi per gli "amici" dello stato italiano.
COSA DIREBBE A QUELLE NAZIONI CHE HANNO RESPONSABILITà?
È indiscutibile che la tragedia ha colpito i passeggeri ed i loro parenti. Ma in realtà siamo in Italia ed è indiscutibile che noi italiani siamo una grande famiglia qui ed anche all'estero. Non è un caso che dopo 26 anni questa tragedia colpisca ancora il cuore degli italiani e le istituzione lo sentano.
In pratica c'è una intera nazione che come una grande famiglia si sente violentata da queste azioni (il caso Lipari, la cabinovia del Cermis ed altri casi ) e si aspetta di vedere chi sono i veri amici e chi gli approfittatori o peggio gli assassini dei nostri concittadini.

Ivano Lachina

 

11/11/2005

È STATA APPROVATA NELLA NUOVA FINANZIARIA UN RISARCIMENTO PER LE VITTIME DI USTICA
27/06/1980 scomparse 81 persone nel nulla senza un perché……

Ho perso i miei genitori!
dal quel giorno per noi parenti delle vittime è cominciata la nostra vita spezzata.
Senza un perché abbiamo dovuto accettare una perdita devastante. Si! Devastante perché è difficile perdere un familiare, una persona cara, ma diventa ancora più difficile se qualcuno crea la fatalità del tuo destino.
…. Voi che leggete lo chiamereste destino?
quando prendete un aereo, vi chiedete se la Vostra sparizione potrebbe insabbiarsi nel nulla?
So, che siamo tutti stanchi di sentir parlare di Ustica, una vecchia storia… ormai sono passati tanti anni come si dice…. , ma per noi parenti delle vittime di Ustica è una ferita sempre aperta e una pagina mai girata.

l'aereo caduto non ha colpevoli, perché le prove sono state insabbiate per paura di qualcosa……ma chi sa non ha mai parlato. Dopo anni di ricerca della verità e l'attesa di un risarcimento, noi parenti delle vittime abbiamo visto e vissuto un processo che accusa i generali dell'aeronautica militare italiana di "alto tradimento". L'ultima possibilità per arrivare alla verità.
Il processo è durato anni, una lungaggine dovuta ai de-pistaggi ed alle menzogne e alla mancata memoria di questi generali, che dopo un ventennio non ricordano più niente.
Ricordo il primo giorno del processo. Noi parenti delle vittime in cerca della verità nascosta e loro, i generali, tranquilli e sorridenti forse perché tanto non si ricordavano niente. Ricordo ancora di più l'ultimo giorno, dove tutti noi aspettavamo una sentenza che riconoscesse almeno una parte della verità, una spiegazione anche parziale, per l'ingiustizia subita.
Ricordo tutto di quel 30 aprile 2004. Siamo arrivati a Roma per avere finalmente la lettura della sentenza. I generali sono arrivati in tribunale accompagnati da una piccola folla di amici e colleghi dell' aeronautica. Questi sostenevano con vociare continuo, l'ingiustizia di essere relegati in fondo invece che potersi sedere davanti insieme ai loro amici generali e vicino a noi familiari. Mi è stato raccontato di accese e colorite invettive nei nostri confronti che non avremmo dovuto esserci visto che non centravamo niente. Ho portato con me la mia telecamera, volevo registrare tutto. La sentenza è durata meno di 2 minuti. In realtà ho fatto fatica a capire cosa stava succedendo. Ero scioccata dalla parola: Assolto! Assolto! Assolto! Alla fine di queste parole, dalla tribuna dei sostenitori dei generali è partito un applauso da stadio, sembrava la vittoria dei mondiali, come se l'Italia avesse segnato e vinto, urla di gioia degli amici dei generali, che si sono alzati in piedi a battere forte le mani… si abbracciavano ed urlavano bravooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!! (ai giudici?)
ma bravo di cosa?
-di aver nascosto la verità per 24 anni e di averci preso tutti in giro?
-di non aver permesso alla giustizia di funzionare?
-di aver permesso ad aerei militari di volare nei nostri cieli e di celarsi?
-di non aver dato l'allarme in tempo per soccorrere 81 persone? Chi lo sa, forse qualcuno di vivo c'era. Chi lo sa quanto hanno sofferto e nessuno andava a salvare questi italiani in terra italiana.
Tra i parenti delle vittime c'è stato il gelo. È come se per la millesima volta ce li avessero ammazzati!
Senza vedere la vergogna del fatto che ci hanno messo 24 anni per ammettere che hanno turbato e negato la verità!
La giustizia non ha potuto funzionare perché questa gente è stata premiata dalle lungaggini, dai depistaggi e dalla prescrizione.
Assolti per prescrizione…. perché aver nascosto la verità non è più reato secondo le leggi italiane dopo 24 anni e tutto cade in prescrizione.
Nessuno li voleva vedere in galera, ma forse dopo 24 anni potevano raccontarci la verità. Forse ci avrebbero aiutato a voltare pagina.

questa in sintesi la sentenza del
30 aprile 2004
Si chiude il processo sui presunti depistaggi: la Corte d'Assise di Roma assolve i generali dell'Aeronautica per il reato di alto tradimento riguardante le informazione errate fornite al Governo in merito alla presenza di altri aerei la sera dell'incidente,…. il reato è considerato prescritto.

Che la tragedia di Ustica sia imputabile all'esplosione di una bomba, come hanno sostenuto le autorità militari, o che essa sia conseguenza di un atto di guerra non dichiarata, si tratta in entrambi casi di un atto terroristico!
Non esiste un colpevole e quindi nessuno paga…..siamo sempre in attesa di…..
Lo stanziamento in questa finanziaria ci aiuterà anche a sostenere le spese per il processo della mancata verità.
Devo congratularmi con il governo e con il parlamento perché si è ricordato di Ustica, si è ricordato che anche noi, vittime di Ustica, esistiamo!

Linda
LA STRAGE DI USTICA
vittime di una guerra mai dichiarata!Una continuo sacrificio per sostenere le spese processuali, i nostri avvocati e periti.

Caro diario...
Caro diario sono felice, oggi è il 26 giugno 1980 e sono stata promossa. EVVIVA!!!!! (ho tredici anni) Mamma e Papà sono molto orgogliosi di me, mi hanno promesso da mesi che il loro regalo per la promozione sarà portarmi con loro in Sicilia. EVVIVA!! Ce l'ho fatta e non vedo l'ora di fare il mio primo viaggio in aereo, anche per i miei genitori è la prima volta. Oggi ho telefonato a mia cugina a Palermo, le ho detto che fra qualche giorno ci vedremo, anche la nonna è contentissima e non vede l'ora, ed anch'io sono impaziente di fare questo viaggio. Caro diario oggi 26 giugno 1980 c'è stato un cambiamento nel programma. La mamma ha detto che siccome non ha trovato posto in aereo, partono solo loro due con la speranza di poter trovare due biglietti, promettendomi un nuovo regalo al ritorno. UFFA!!! Non è giusto! Sono arrabbiatissima! Non voglio un altro regalo. Ho pianto tutto il pomeriggio, ma le mie lacrime sono servite solo a far partire la mamma molto triste. Le sue parole per consolarmi sono state: "tu devi badare alla famiglia perché sei la più giudiziosa". UFFA! Mamma mi ha tradita, non è stata di parola. Non si fanno promesse se poi non si mantengono. Io voglio il regalo promesso. Voglio volare con Mamma e Papà. Oggi 27 sono partiti, nel pomeriggio hanno telefonato per dire che l'aereo partiva in ritardo, colevano parlare con me, ero così arrabbiata che non sono andata al telefono. Caro diario oggi 28 giugno 1980 non credetrai a quello che ti dirò ora: la Mamma e il Papà non hanno ancora telefonato per dire che sono arrivati. Qui sono tutti agitati. Non credo a quello che sento, dicono che l'aereo è scomparso!! NO! Non è possibile, non può succedere niente di brutto ai miei genitori. Io sono la piccola di casa. Ma perché a casa nostra c'è sempre il dottore e mi mandano sempre a comprare la camomilla? Perché i miei fratelli e mia sorella piangono sempre? Perché la TV fa vedere sempre quelle immagini nel mare? Sono tutte finte, come dice sempre la Mamma! Se potessi sentirla al telefono la Mamma mi tranquillizzerebbe. Mi sento morire. I miei fratelli sono partiti a cercare Mamma e Papà. Sono due giorni che tengo le dita incrociate, qui sono tutti disperati, ma io no, perché so che Mamma e Papà torneranno molto presto. C'è un via vai di parenti, amici che ci opprimono, piangono. Non sanno che lo fanno inutilmente, perché non è vero niente, Mamma e Papà torneranno da me, perché non lascerrebbero mai la propria piccola qui sola. I miei genitori mi vogliono troppo bene per abbandonarmi. Tornate presto vi prego. Caro diario mi stanno facendo credere a questa realtà, ma io tengo forte le mie dita incrociate, quello che sto passando non te lo so descrivere. Mi riempio di pizzicotti per svegliarmi da questo incubo che non finisce mai. Papà, Mamma dove siete andati a finire? Perché mi lasciate così sola... In famiglia c'è tensione, non so più se chiamarla famiglia, ora non è rimasto niente della mia meravigliosa famiglia. Solo il dolore regna fra noi e fa continuare i nostri giorni. Oh Dio, che sta succedendo a noi tutti? Perché hai voluto questo? Chi ha voluto e permesso tutto questo? Perché delle persone fanno queste cattiverie? Perché devono esistere questi sbagli e far soffrire così la gente? Caro diario oggi sono andata nella casa dove ero così felice con i miei genitori, £e così vuota, spoglia, lugubre ed ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Vedo Mamma e Papà scendere dall'auutobus con delle grandi valige, entrare in casa, salire le scale ed io precipitarmi ad abbracciarli! Oh Signore ti ringrazio!! Non mi stacco più da loro, non mi voglio più svegliare, portatemi via con voi vi prego. Ho pianto tanto, tanto, urlato più forte che potevo, avrei voluto farli scendere da quel maledetto aereo che me li aveva portati via. Sono stanca, nauseata, ho paura che impazzirò o forse pazza lo sono già. Vorrei farla finita. Mamma, Papà perché non mi avete portato via con voi? Io non riesco più a vivere! Caro diario sono strastufa, non ce la faccio più, ora ti saluto, vado a dormire, spero che i miei sogni mi portino via con loro. Anno 1990. Da quel triste momento di dieci anni fa tutti mi hanno sempre detto che ero fortunata ad essere così piccola e che quindi non soffrivo più di tanto, ma non sanno che quando la speranza muore la vita non ha più senso. Quella bambina è cresciuta, ora ha ventitré anni, ed ancora non sa che senso dare a questa sua sofferenza.
Linda Lachina


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