2007-01-10 17:38
CASSAZIONE: USTICA, NO A PROCESSO PER RISARCIMENTO
ROMA - La prima sezione penale della Corte di Cassazione
ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale
del tribunale di Roma contro l' assoluzione dei generali
dell' Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri per
il disastro di Ustica. Resta preclusa quindi la possibilità
di riaprire il processo anche per la parte relativa ai
risarcimenti civili.
Il presidente della I Sezione penale di piazza Cavour,
Torquato Gemelli, al termine di una camera di consiglio
durata oltre cinque ore, ha letto il dispositivo con il
quale e' stato rigettato anche il ricorso delle parti
civili, ovvero la Presidenza del Consiglio e il Ministero
della Difesa, che sono stati condannati al pagamento di
500 euro ciascuno alla cassa delle ammende.
''Fa
parte della legge, la Corte puo' accogliere o rigettare
il ricorso'', ha commentato lasciando l'aula il procuratore
generale della Cassazione Luigi Ciampoli, che questa mattina
nel corso della sua requisitoria aveva chiesto l' accoglimento
del ricorso. I generali dell'Aeronautica Bartolucci e
Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni
sul disastro avvenuto 26 anni fa, sono quindi assolti
in maniera definitiva ''perche' il fatto non sussiste''.
Rigettando il ricorso del Procuratore generale della Corte
d' Appello (e non del tribunale, come detto in precedenza),
la Cassazione ha negato la riapertura del procedimento
che avrebbe permesso ai familiari delle 81 vittime del
disastro dell' aereo Itavia caduto nel mare di Ustica
il 27 giugno 1980 di ottenere i risarcimento, come aveva
chiesto il governo presieduto da Romano Prodi.
Gli
avvocati dello Stato Massimo Giannuzzi e Giovanni De Figuereido,
che hanno rappresentato Palazzo Chigi, hanno cercato,
senza successo, di far cambiare la formula con la quale
sono stati assolti ("perché il fatto non sussiste"),
dalla Corte di Assise di Appello di Roma il 15 dicembre
2005 i generali dell' Aeronautica Lamberto Bartolucci
e Franco Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni
sul disastro avvenuto 26 anni fa.
Secondo l' Avvocatura
dello Stato, il verdetto assolutorio avrebbe dovuto essere
riscritto con la formula "perche' il fatto non e'
piu' previsto dalla legge come reato" - in questo
modo consentendo l' inizio dell'azione civile - in quanto
nelle more del deposito della sentenza di appello e' stata
approvata la legge 85/2006 che ha depenalizzato alcuni
reati militari (come il depistaggio e la turbativa) e
d'opinione, punendo penalmente solo le azioni violente.