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http://andreadoi.blog.lastampa.it/entula/2007/01/ustica_vergogna.html

IL REGNO DEGLI INVISIBILI
"Oh gentiluomini la vita è breve... Se viviamo, viviamo per camminare sulla testa dei re" (Shakespeare

Gli IMI "
Ustica, vergogna!
Ustica, Ustica, Ustica…un nome che si legge appena sulla cartina geografica della nostra bell'Italia. Un punto in mezzo al mare. Sei lettere, otto chilometri quadrati ed un cratere spento che dormono sotto il cielo. Ed è proprio da quell'azzurro chiaro che, per uno gioco che solo la natura riesce a regalarci, si unisce al blu di quelle acque, che nasce un mistero.
Ustica è una parola che ritorna. Di quelle che sembrano chiuse dentro alla scatola di scarpe vuote, che di solito riempiamo con i ricordi di una vita, la nostra.
E ogni tanto quel nome geografico salta fuori. Magari dentro ad uno spettacolo, ad un libro, ad un film. Esce e rientra dalla scatola.
Poi all'improvviso risenti Ustica pronunciata durante il sommario del telegiornale, la leggi tra i titoloni dei quotidiani.
Quante volte abbiamo parlato di Ustica? Quante volte abbiamo affiancato a quel nome la parola "strage"? Tante, tantissime.
Dal quel 1980, da quel maledetto giorno in cui l'Itava, l' I-TIGI che da Bologna volava verso Palermo è scomparso dai radar per sempre, Ustica è entrata nel nostro vocabolario, nella nostra storia.
Ecco i disegni. Ecco gli schemi che mostrano un missile violentare, squartare l'aereo, che, accartocciato come fosse stagnola, cade verso le fredda acque del mare. Ecco le foto di un cadavere che galleggia tra le piccole onde. Ecco le foto degli ufficiali che uno ad uno vengono ascoltati.
Ci sono anche le morti misteriose. Forse casualità, forse no.
Solo una certezza: Ustica è stata una delle più grandi stragi che abbiano colpito il nostro Paese.
Ottantuno morti, passeggeri, membri dell'equipaggio che scompaiono nel mar Tirreno, in un punto dove la profondità raggiunge i 3700 metri.
Il 27 giugno 1980 si è combattuta una battaglia sui quei cieli. Qualcuno ha sparato e ha ucciso. Poi qualcuno ha tentato di coprire, di cambiare le carte in tavola.
Nessuno ha pagato per quel massacro.
Nessuno. Anzi. Mi correggo: qualcuno ha pagato. Degli innocenti.
Oltre ai morti anche i loro parenti, all'inizio abbandonati al proprio destino e al loro dolore. Poi vittime anche loro, ma stavolta delle menzogne, dette anche da chi aveva giurato fedeltà al popolo italiano, indossando una divisa.
Ora un tribunale assolve tutto e tutti, nega il risarcimento.
Dei giudici togati chiudono così la vicenda. Ma la memoria rimane.
Come detto Ustica da quel giorno d'estate, appare sempre affiancato da altri nomi, ad altri aggettivi.
Gli unici nomi che non sono ancora al suo fianco, sono quelli dei colpevoli, quelli materiali, quelli politici e i nomi di quelli di chi voleva nascondere.
Vicino ad Ustica non ci sono ancora le parole "Giustizia" e "Verità".
Già, perché ogni qualvolta qualcuno tenta di scriverle ci sono altre mani che riescono a cancellarle.
Ma non sarà sempre così. Non può essere così per altri 27 anni. Intanto che aspettiamo permetteteci di scrivere noi una parola. Di più. Dateci la possibilità d'inciderla. USTICA, VERGOGNA!
Andrea Doi
( www.tifeoweb.it )

Scritto il 11/01/07 alle 11:45 in Attualità | Permalink
COMMENTI
non posso aggiungere nulla a quanto scritto da Andrea anche io scrivo "Ustica, vergogna".. con la certezza che questa "vergogna" rimarrà nella mia mente e nel mio cuore sino al giorno in cui sarà fatta giustizia.
Hasta la victoria. Mokana
Scritto da: mokana | 11/01/07 a 12:22
Ustica vergogna sì. Ma siete così certi che quelli che chiamati a rispondere (i militari) non fossero un facile capro espiatorio? In quegli anni contava solo la verità "utile" allo scontro ideologico e alla guerra fredda. Siete così sicuri che i vertici dell'allora Pci non conoscessero la verità e abbiano invece scelto di utilizzare politicamente la vicenda? Magari costretti dalle circostanze. Nell'Italia "scassata" di quegli anni era facile trovare infedeltà, corruzione, ignavia, ma siamo sicuri che i militari finiti alla sbarra c'entrino qualcosa? Vorrei avere le vostre certezze e lavare così la VERGOGNA dal Paese, per non aver ancora rispettato la morte di quelle innocenti vittime dell'I-TIGI. Uno Stato che non onora i suoi morti non è tale e neanche le verità preconfezionate possono aiutare nel trovare la verità che è una continua ricerca.
Scritto da: maverick61 | 11/01/07 a 17:13


io penso che la VERGOGNA sta proprio nel fatto che tutti ad ogni livello politico, militare ed istituzionale sanno cos'è successo quel giorno... la VERGOGNA e' manipolare la verità per i propri scopi e i propri profitti... la VERGOGNA e' non aver rispetto dei propri morti e tanto meno delle persone vive..
ma gli occhi non ce li possono chiudere, le bocche non possono cucircele, il cervello non possono spegnercelo e tanto meno possono spegnerci il cuore.. come ho già detto contro tutte le ingiustizie contro le vigliaccate e le bugie, contro chi ci vorrebbe muti e con il capo chino... R-esistere x esistere... hasta la victoria. mokana
Scritto da: mokana | 11/01/07 a 18:03


quanto accaduto fa paura, i poteri forti erano forti e sono rimasti tali, evidentemente. vergogna.
Scritto da: paolo m | 11/01/07 a 19:38


E' una grandissima schifezza! Mi aspettavo questo finale eppure sono indignato!
Scritto da: Guizzo | 11/01/07 a 20:00
l'ultima vergogna di una lunga serie
e come sempre chi ci rimette sono i familiari delle vittime
che squallore !!!
Scritto da: ericablogger | 11/01/07 a 21:17


Non c'è altro da aggiungere, mi unisco a tutti voi.
Scritto da: irenespagnuolo | 11/01/07 a 21:20


Non ho voluto scrivere un post su questa sentenza per esprimere la mia indignazione con la parola vergonga, per u semplicissimo motivo, vi ricordate il film su questa vicenda, "il muro di gomma"? Io penso che quel muro non è mai caduto ne mai cadrà, se no a quest'ora, si saprebbe la verità prima ancora che su ustica, a partire della prima strage di stato d'italia, quella di portella della ginestra, falsamente attribuita al bandito Giuliano, e di sui solo oggi si è potuta fare un pò pù di luce sui veri esecutori, di cui si parla in un altro bellissimo fil, "strage di stato", poi, ci sarebbero le stagi di piazza fontana, piazza della loggia, della banca della agricoltura a Milano, di quelle sui treni, fino al sequestro Moro e la strage fatta della sua scorta e del suo omicidio, poi ancora, l'elenco può continuare, e voi vi meravigliate di questa sentenza? Scusate, ma: vi rendete conto?! Non vi dice nulla la vicenda di queste ultime settimane di scaramella, la commisine mitrokin, il polonio, Prodi agente del kgb? Non avete capito che non è mai cambiato nulla, e che ai vertici ci sono sempre le stesse persone interne ed esterne del passato, anche se possono aver cambiato i dirigenti fosse solo per questioni anagrafiche, ma garantendo sempre una continuità di chi gestisce le cose al più alto e invisibile livello? Oppure vi illudete che sia davvero cambiato molto dalla caduta del muro di berlino a oggi, e pensavate che era caduto anche il "muro di gomma"?!
Non siate ingenui, è e sarà sempre cosi.
Visto da me, che sono un cittadino comune come voi, che si indigna come voi, ma che ha perso l'illusione che qualcosa possa mai cambiare, non per pessimismo, ma semplicemente per maturità dell'esperienza di tanti anni di osservazione della realtà in cui viviamo.
Scritto da: Alessandro | 11/01/07 a 21:45


Credo che Ustica sia l'ennesimo exploit demenziale dei magistrati. Tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi le malefatte, la scarsissima professionalità, l'incompetenza e la supponenza che questi togati sanno elargire a chi il potere non ce l'ha. Naturalmente qualcuno dirà che c'è "anche" una buona magistratura come "anche una buona sanità":se siamo ridotti a plaudire chi fa semplicemente il proprio lavoro siamo davvero ridotti male!A chi afferma di credere nella giustizia dico solo di guardarsi attorno con un minimo di spirito critico. Ma si sa, gli italiani.......
Scritto da: Reinhardt | 12/01/07 a 01:57


USTICA: NON LASCIAMOCI VINCERE DALLE
EMOZIONI
Care Compagne e Cari Compagni (o Amiche e Amici che dir si voglia),

Credetemi, nessuno piu' di me sarebbe tentato dalla indignazione per le conclusioni della Cassazione sulla vicenda di Ustica. Se non che, avendo scritto al Giudice Priore in tempi non sospetti che, per la sua ritrosia ad indagare il livello politico della strage (l'unica cosa che sarebbe stato giusto e doveroso fare), la assoluzione per i militari imputati era gia' scritta nella sua "formale incriminazione", oggi non posso che registrare la correttezza di quella intuizione.
Piuttosto allora che indignarci (come sul fronte opposto gli altri si esaltano, qualcuno se vuole si rilegga sul sito di Tifeoweb la mia lettera al Gen. Tricarico) dovremmo chiederci cosa sia giusto e necessario fare ora, in questa concreta situazione, quando cioe' la storia e' approdata alle desiderate sponde da sempre attese dai responsabili esecutivi e dispositivi di quell'orrida strage. Come rilanciare ora, con quali rischi e attraverso quali strumenti l'esigenza di nuove indagini che non dovrebbero rinnovare le accuse ormai pregresse con la assoluzione definitiva; ma dovrebbero riaprire gli scenari di una strage volontaria e premeditata e sulle relative responsabilita', per le quale le prescrizioni non avrebbero alcun potere.
Io sto gia' pensando di rinnovare qualche riflessione direttamente agli "assolti", ricordando loro qualche particolare per il quale potrebbero inalberarsi e chiedermi conto in Tribunale, dove sia possibile accertare se quanto loro indirizzato abbia o no qualche straccio di fondatezza, o se debbano prevalere le loro eventuali lamentele per diffamazione. Vi terro' informati.
Ma a tutti voi, che leggo cosi' appassionatamente delusi dall'esito giudiziario vorrei anzitutto ricordare la necessita', quando le emozioni ci aggrediscono alla gola, di mettere la testa in frigorifero per rimanere freddi e lucidi, e subito dopo dirvi che e' nostro primo compito ringraziare (proprio cosi', senza celia) questi Magistrati giudicanti i quali non hanno voluto debordare dai propri compiti, funzioni e limiti, riaffermando il criterio che in questo Paese Democratico ogni imputato e' presunto come innocente fino alla sentenza, e che nessuna sentenza ha diritto di costruirsi su pregiudiziali politiche che orientassero il processo verso un esito prefissato. I processi "politici" sono infatti la negazione della Democrazia e l'anticamera di qualsiasi avventura autoritaria.
Non e' possibile infatti che, pur essendo Riina il capo riconosciuto della organizzazione criminale mafiosa e per il solo fatto di esserlo, gli si possa attribuire tranquillamente la responsabilita' penale, in ambito giudiziario - non certamente sul piano della convinzione "etica" -, per qualsiasi delitto sia stato commesso da ambienti ed in ambienti di mafia. Altra cosa e' cercare e scovare prove che per tali delitti egli possa essere stato il mandante ed il disponente, ma la colpa per una responsabilita' esecutiva diretta dovrebbe essergli assolutamente estranea.
Dunque gli imputati Ferri e Bartolucci - come ieri i Tascio, e ll'altro ieri tutta una schiera di imputati per i quali le contestazioni sono svanite progressivamente come neve al sole, per prescrizione dei termini o per insussistenza delle accuse - avevano diritto anch'essi alla piu' ampia garanzia di presunta innocenza.
Il problema e' che oggi la sentenza-ordinanza del Giudice Priore ci impone di non sapere piu' con chiarezza, di quali reali imputazioni essi potessero essere accusati. Normalmente le accuse di aver falsificato o alterato le prove possono essere contestate solo in presenza di un delitto certo e certamente consumato.
E qui invece non avevamo neppure la contestazione di un delitto certificato come tale; ma solo la "sensazione" che di un delitto potesse essersi trattato, e la conseguente contestazione di aver agito consapevolmente per indebolire le indagini su quella "sensazione" di delitto. Perche' allora non estendere le medesime responsabilita' alla competa sequela di Capi di Stato Maggiore dell'Arma che si sono succeduti mantenendo la ferrea consegna all'omerta'?
Perche' non incriminare dunque il Gen. Arpino che, di fronte alla Commissione "Stragi" avrebbe ammesso qualche manchevolezza sul MIG, per problemi di "commercializzazione delle informazioni tra servizi alleati" (problemi che tuttavia sarebbero evidentemente esistiti per ben 19 anni, cioe' fino alla sua deposizione "molto collaborativa"), o nelle informazioni sui reali turnisti al lavoro in quella particolare circostanza disgraziata; ma una manchevolezza dovuta certamente a "scambi di persona" avvenuti tra il personale, ma non sui registri (e dunque "certamente" fuori da una volonta' dei superiori), magari per coprire qualche marachella alle proprie famiglie" (perche' infatti l'Aeronautica e' una sorta di congrega organizzata a consentire scappatelle sessuali ai suoi membri tenendole celate in famiglia grazie ad alterazioni materiali dei turni di servizio, che possono compiersi impunemente e senza conoscenza dei superiori!!)? Qualcuno, se vuole, si vada a leggere la lettera che indirizzai al Capo di Stato Maggiore Gen. Tricarico ed all'enfasi che aveva utilizzando, nel saluto di addio al suo incarico (in una famosa villa romana della "buona societa'"), sulle ferite inferte all'Arma dalla indagine giudiziaria per Ustica.
Lo avevano gridato subito dopo l'incriminazione, il Gen. Ferri ed il Gen Bartolucci: "Se mai avessimo mentito avremmo potuto farlo solo in obbedienza ad un ordine politico, e cioe' del Governo". Avrebbe potuto essere la chiave di volta dell'indagine, ma l'intrepido Giudice Priore non se la senti' di varcare quella soglia.
Questi aspetti della vicenda, e cioe' la consociazione al silenzio della Forza Armata, continuata ed aggravata, nonostante gli intervenuti cambi di vertice, e con la garanzia politica della immunita' e della impunita', non sono stati ambiti curati e coltivati nella fase delle indagini.
La sentenza, ogni sentenza, a sua volta deve essere suffragata da prove indiscutibili del crimine, delle modalita' esecutive, dell'arma e delle circostanze della esecuzione, delle responsabilita' contestate ai sospetti esecutori, distinguendole da quelle dei mandanti dispositivi. E non dobbiamo dimenticare che la Politica, questa Politica di oggi, come quella di ieri o dell'altro ieri, ha voluto e preteso che il processo si svolgesse secondo le modalita' inquisitorie del vecchio codice di procedura. Il che vuol dire che la prova non si forma in dibattimento, come nel nuovo rito accusatorio, ma viene verificata per come essa e' stata costruita e sostenuta nella fase inquisitoria, senza alcuna possibilita' di modificarla in corsa, per adattarla alle risultanze processuali. Scusate, vi sembrero' cinico e sconcertante ma se non partiamo da queste considerazioni apparentemente banali, rischiamo di sbagliare il bersaglio del nostro livoroso risentimento emotivo, e cosi' di bruciare ogni residua speranza di riaprire un dibattito e rilanciare una indagine per strage. Perche' di questo si tratta: porsi l'obiettivo di rilanciare l'esigenza e l'obbligo morale di riaprire una indagine per strage, su cui non hanno influenza limiti di prescrizione, ed alchimie pasticcione.
Vi trattengo ancora un po' per ricordarVi un aneddoto che raccontai a Milano in occasione della Costituzione dell'Osservatorio sull'ennesimo processo di Piazza Fontana. E dunque raccontai di un uomo che aveva "perduto, perche' gli era stato rapito" un bene preziosismo (come potrebbe essere un proprio parente vittima della strage), che si aggirava, ora disperato ora determinato e arrabbiato, nel cerchio di luce irradiato da un lampione in una ansiosa ed instacabile ricerca di tracce significative. Molti passanti sensibili si fermavano per capire la ragione di quella ricerca, e commossi dalle vicende che l'uomo raccontava e dallo strazio che comunicava, si fermavano qualche tempo con lui per aiutarlo nella sua ricerca, chiedendogli i particolari della cosa cara perduta fino a sentire quasi di conoscerla, come avessero potuto condividerne la esistenza.
Ma pur affannandosi con l'uomo la loro comune ricerca era vana. Dopo un po' ciascuno di quei passanti generosi e sensibili, preso dalle infinite occupazioni della vita di ognuno di noi - famiglia, lavoro, preoccupazioni e quant'altro - abbandonava, seppur a malincuore la ricerca. Salutando con imbarazzo il pover'uomo essi gli assicuravano una attenzione che tuttavia sarebbe scemata progressivamente nel tempo ed auguravano che altri trovassero modo e tempo di fermarsi ed aiutarlo nella caccia. E l'uomo comunque manifestava la sua gratitudine per il tempo che essi gli avevano dedicato.
Un giorno arrivo' un cinico, che non si preoccupo' dei particolari emotivi della vicenda ma delle sequenze e delle circostanze della sua sparizione. Ed alla fine pose la domanda cruciale all'uomo: Ma dov'e' che l'hai perso questo bene cosi' caro? E lui, come risvegliato da una annosa malia, rispose sconvolto e sconsolato, e indicando una zona lontana e fuori dal cono di luce del lampione: "Laggiu'". "E come mai la cerchi qui" insistette il cinico?.
La risposta dell'uomo e' la chiave di volta dell'aneddoto e della nostra chiacchierata: "Ma che sciocco sono stato, come sia stato possibile non lo so neppure io. Ero tanto disperato ed alcuni signori mi dissero di avere costituito un Comitato per la ricerca del bene perduto, che si erano autotassati e che, dopo aver parlato e concordato le forme di intervento con i poteri costituiti, avevano organizzato un punto di luce con questo lampione, per favorire e agevolare la mia ricerrca. Ora hai la luce, dissero, cerca dunque li', guidato e aiutato dalla luce. Ma e' vero, il posto dove dovevo cercare era un altro, e solo ora me ne rendo conto".
La storia non dice se l'uomo, dopo tanto tempo trascorso dalla perdita, avesse concrete possibilita' di trovare ancora qualche traccia del suo bene e dell'eventuale rapinatore. Ma ora aveva qualche speranza in piu', perche' cercava la' dove era unicamente possibile che vi fossero rimaste tracce significative. Il resto della storia era tutto da costruire.
Bene questo e' per dirvi che l'indignazione non basta, se indirizzata su bersagli sbagliati. Il vero bersaglio sono i detentori del potere politico che, da destra a sinistra, (come scrive Laura) hanno collaborato da sempre, piu' o meno consapevolmente, con la svendita di sovranita' di questo Paese ai desiderata del dominus statunitense (con buona pace del senatore presidente emerito della Repubblica on. Cossiga), e con il conseguente tentativo di affidare alla "verita' storica", inefficace ed inadeguata a ristabilire Giustizia, la soluzione indolore di ogni avventura stragista consumata in questo Paese.
"Basta, di Ustica se ne occupi la storia", fu la espressione con la quale Cossiga chiuse una memorabile audizione in Commissione "Stragi" (in realta' Commissione Parlamentare di indagine sul fenomeno del terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili di strage) in cui tratto' i Parlamentari da pezzenti ed ignoranti, divertendosi ad offrir loro durante una pausa una corroborante tazza di cioccolata.
Ed e' la stessa frasi, magari detta con meno enfasi, di un Procuratore Generale che, dopo aver dichiarato tutto il proprio disagio per aver dovuto sostenere una "tesi insostenibile" - e che cioe' bisognasse si' mandare assolti gli imputati; ma con una formula finalizzata "politicamente" a consentire "la rivalsa risarcitoria in sede civile", da parte di quei parenti accecati dal lampione -, ribadisce la speranza che i parenti delle vittime possano almeno avere una "verita' storica". La verita' storica, senza ansia e ottenimento di giustizia e' solo una finta verita', e dovremmo impararlo dal popolo e dai giudici cileni che hanno inseguito instancabilmente le responsabilita' stragiste del dittatore Pinochet. (sempre con buona pace del suo aspirante e mancato emulo senatore Cossiga).
Il bersaglio e' questa politica, che gia' era intenzionata a risolvere tutto, per una soluzione indolore, con l'art 28 della Costituzione il quale recita e pretende che i funzionari siano responsabili della violazione dei diritti soggettivi sotto il profilo penale, civile ed amministrativo. (e siano pertanto tenuti al risarcimento delle vittime; ma) in tali casi la responsabilita' civile cioe' risarcitoria si estende allo Stato ed agli Enti Pubblici (i quali potrebbero poi, eventualmente - ma e' una eventualita' che per Ustica non era neppure ipotizzata -, avviare una azione di rivalsa nei confronti dei funzionari responsabili).
Tant'e' che si afferma prontamente che comunque, al di la' della sentenza, le quote risarcitorie sono gia' predisposte in finanziaria (cioe' senza neppure la necessita' di una azione promossa dai parenti delle vittime) Ora ditemi voi: che Stato e' quello che predispone gia' anticipatamente azioni risarcitorie per delle colpe dei suoi funzionari che la Magistratura non abbia ancora accertato, in via definitiva, se sussistano o meno, e che di fronte ad un proscioglimento definitivo e totale dei funzionari imputati ritiene addirittura di confermare quei risarcimenti? La logica piu' ordinaria vorrebbe che fosse chiamato uno Stato colluso se non disponente del crimine, ovvero uno Stato interessato a distrarre la attenzione accendendo lampioni in siti molto distanti dai luoghi del crimine.
Inseguire la azione risarcitoria per le vittime di una simile strage rimasta impunita e non accertata significa negare l'unico vero obiettivo della ricerca della Verita' che e' quello di "fare Giustizia".
Vi sembrera' forse vanesio citarsi ma e' necessario riportare qui un breve tratto della prefazione del libro "Impossibile pentirsi" che molti di voi mi gratificano nel cercare di leggerlo. Scrivevo:
La Giustizia. Essa non è, come ai più è comodo credere, il ristabilire un equilibrio manomesso attraverso una qualche compensazione legalmente stabilita come riparatrice: la legge del taglione. Ma è solo "Fare ciò che è giusto". Ed allora non c'è più spazio per il calcolo e la convenienza. Quando si sceglie di privilegiare i valori, ciò che si fa lo si fa solo perchè è giusto. Costi quello che costi nella oscurità di un cammino.

Ho conosciuto un uomo eccezionale, Roberto padre della piccola Giuliana Superchi morta ad Ustica, ma il cui corpo non e' mai stato restituito dal mare, che entro' in collisione con la stessa Associazione dei Familiari, quando la attenzione comincio' a spostarsi dalla Verita' a fini di Giustizia, a qualsiasi verita' a fini risarcitori. Tant'e' che al primo annuncio di elargizione pubblica rese noto di aver destinato gli eventuali emolumenti alla Lega del filo d'oro. E scrisse il suo libro "50 lire per la Verita'".
Ecco il nostro compito, se non vogliamo tradire simili uomini, e' quello di non sbraitare le nostre indignazioni ma coalizzarci per costringere lo Stato a riaprire una indagine per strage. Per Moro non siamo forse al "Moro quater o quinques"?
L'informazione ed i suoi organismi non ci aiutano di certo e non ci aiuteranno, con la loro approssimazione: non e' infatti vero che la sentenza ordinanza del Giudice Priore ha definito l'abbattimento del DC9 per fini di strage (dice esplicitamente che strage e' solo l'effetto finale della precipitazione, ma non se ne e' potuta accertare la causa prima ed ultima); tanto meno e' vero, come ha invece detto il tg5, che sia stato accertato che il velivolo sia stato abbattuto da un missile (sono state invece indicate alcune possibili ipotesi - bomba missile e quasi collsione, su ciascuna delle quali ogni sostenitore ha potuto ottenere gli onori di remunerate pubblicazioni delle proprie tesi, anche se un po' "fantasiose" come ciascuno di essi le ha definite -), ed e' ininfluente il dire, come ha fatto Purgatori, che sia accertato che il DC9 abbia volato in un cielo gravido di attivita' aviatoria militare. E' come dire che un'auto incidentata su una autostrada abbia viaggiato a lungo in un percorso saturo di traffico, ma senza indicare chi e come abbia causato l'incidente mortale finale.
Il nostro obiettivo e', deve essere, quel cinismo che ci fa chiedere le modalita' ed i luoghi e sappia leggere gli scenari in cui si possono essere svolti i fatti, e renderci tutti insieme liberi dalla schiavitu' del lampione sotto il quale vorrebbero relegare la nostra indignazione. Forza, amici e compagni, insieme ce la possiamo fare.
Mario
Scritto da: laura | 12/01/07 a 11:05


La sentenza di ieri che assolve i generali Bartolucci e Ferri ci dice che essi insieme a Melillo e Tascio non nascosero elementi importanti al governo italiano impedendogli di capire cosa successe quella sera del 27 giugno 1980. Questa sentenza non poteva dire altro che questo,visto il reato contestato ai generali. Va sottolineato poi che nel nostro ordinamento giuridico non è nemmeno definito il reato di depistaggio e che nessuno è mai stato processato e assolto nei tre gradi di giudizio perchè non ha compiuto la Strage di Ustica. Siamo rimasti alla Sentenza ordinanza di Priore e mai sono stati celebrati processi per il reato di Strage, che è bene ricordare dovrebbe essere imprescrittibile. Ieri non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa o a un mese fa o 30 anni fa. C'è bisogno di riflettere se questo paese è a Sovranità limitata, se il governo americano dal secondo dopo guerra mondiale abbia o meno indirizzato, condizionato e controllato la politica interna ed estera del governo italiano. C'è bisogno di riflettere se alla base dell'azione legislativa ed esecutiva di parlamento e governo c'è stato sempre il pieno rispetto della Costituzione e dei diritti fondamentali della Persona Umana. C'è bisogno di riflettere sulle cause dello stragismo in Italia. Non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa! Laura Picchi
Scritto da: laura | 12/01/07 a 11:08


Ho deciso sul blog laurapicchi.splinder.com di pubblicare il capitolo sulla strage di Ustica facente parte del manoscritto Impossibile pentirsi e scritto da Mario Ciancarella. Ho ritenuto giusto far leggere se vorrete la fonte dei miei post sull'argomento integralmente, altrimenti rischiate di non capirmi visto la complessità dell'argomento. Laura
Scritto da: laura | 12/01/07 a 11:09


Per quanto riguarda il manoscritto Impossibile pentirsi lo pubblicherà nel giro di qualche mese integralmente Tifeoweb con la collaborazione e l'impegno di Andrea Doi e Mariangela di Stefano assieme al webmaster. Grazie a tutti loro. Se lo volete leggere ora, chiedete all'autore di fornirvene una copia scrivendo all'indirizzo info@ritaatria.it o andando sul sito www.ritaatria.it. laura
Scritto da: laura | 12/01/07 a 11:16


sono Linda Lachina (vittima della strage di Ustica)
USTICA
"Non sussiste"
Non si saprà mai cosa è successo nel cielo di Ustica nella sera del 27 giugno 1980. Non si saprà mai chi sono i responsabili del disastro aereo che fece morire i miei genitori. Me li hanno uccisi anche ieri con quella sentenza, ed io stupida a credere finalmente alla scoperta della verità.
27 anni di agonia per assolvere gli unici che hanno la responsabilità della difesa dei nostri cieli.
Nella sentenza i due ufficiali accusati di alto tradimento vengono assolti con una formula precisa: "Il fatto non sussiste"nonostante quelle che gli stessi giudici hanno chiamato prove!!!!
Ho cercato di dare un interpretazione a questa parola "non sussiste" ma non riesco a capire… ma se loro dovevano vigilare sul nostro cielo italiano e si sono distratti… e non hanno visto niente… e sono sparite tutte le prove, chi è il responsabile dei generali? Chi gestisce la sicurezza nei nostri cieli?
E chi non vede è responsabile di niente?
Ma il niente sono le persone? Ma le persone non valgono veramente niente?
Le bugie o la citazione "non ricordo", valgono niente?
Sono le allucinazioni di 27 anni?
E come se questa disgrazia non sussiste, come dire "non è successo niente perché nessuno a visto niente!". Ma se è così, mi ridate la mia vita consumata dal dolore o meglio dal non sussiste.?
Noi vittime della strage della mancata verità e del "non ho visto nulla" soffriamo ancora, e tutte le volte che qualche carica istituzionale rappresentava la volontà di cercare la verità su Ustica, noi ci abbiamo creduto… non abbiamo mai voluto credere fino in fondo di essere stati abbandonati prima durante e dopo ad un destino crudele che qualcuno ha scelto per noi e per le 81 vittime di Ustica, abbandonati e umiliati nel nostro dolore dalla giustizia.
Ci hanno tolto tutto: i nostri genitori, la verità, la giustizia, la dignità. E siccome non sussiste, non è successo niente!
Penso che gli italiani sappiano che per far morire 81 persone ci deve essere qualcuno che li uccide.
Una sentenza non può far credere agli italiani che "non sussiste" voglia dire verità.
Per molti di noi Italiani sperare nella verità è stata un illusione.
Ci hanno tolto i nostri cari, la speranza nella verità e nella giustizia, la dignità di essere liberi cittadini italiani, la certezza di una patria che difende non soltanto il territorio ed i valori ma anche le persone.
È finita!!!!!!
Linda Lachina

Scritto da: linda lachina | 12/01/07 a 13:36


Cara Linda,
già scrivere e testimoniare la propria vicenda è affermare che invece non è finita, che ancora una volta si vuole chiedere perchè le domande che da anni sono poste ai politici e ai militari italiani non hanno mai una risposta. Credo di poterti dire solo grazie e che per me sei una donna con una grande dignità, che ci dimostra il valore del testimoniare e del porre-porsi domande credimi mai così tanto importanti per capire. Se tu volessi scrivermi io ho un email; laurapicchi56@hotmail,com. Un abbraccio affettuoso. Laura picchi
Scritto da: laura | 12/01/07 a 15:00


P.s Mai cosi tanto importanti per capire le tue domande,perchè la cattiva gestione della sicurezza dei cieli è un punto fondamentale per capire cosa accadde la sera del 27 giugno 1980.
L'email giusta è laurapicchi56@hotmail.com
Scritto da: laura | 12/01/07 a 15:09


E c'è dentro la peggio feccia del mondo:
- i generali che nascondono le prove
- gli stati uniti e la loro politica estera criminale
- il parlamento che non fa nulla, anzi facilita l'insabbiamento

VERGOGNA!
VERGOGNA!
Non venissero MAI a parlarci di valori, di giustizia, di moralità.
TUTTI COLPEVOLI, ALTRO CHE ASSOLTI.
STATI UNITI STATO CRIMINALE!
Per il cermis è stata la stessa cosa!!!!!!!!!!!!
E per calipari idem!!!
Scritto da: UNA VERGOGNA INFINITA | 12/01/07 a 16:24


Cara Linda,
non è finita. Da qui dobbiamo e dovete ripartire chiedendo l'aiuto di tutte le forze sane che questo paese ancora ha.Teniamoci in contatto.
Scritto da: Nilde | 12/01/07 a 18:46


http://calinde.ilcannocchiale.it/
Scritto da: Nilde | 12/01/07 a 18:47


Nilde ha ragione non è FINITA!
Dobbiamo trovare l'unità per il bene comune,riaffermare l'uguaglianza nei diritti.
Insieme,noi gente onesta e per bene di ogni ceto sociale, riusciremo a risollevarci, moralmente ed economicamente.
Basta delegare ad altri il nostro destino!
Troviamo il coraggio di rappresentare noi stessi. Non lasciamoci mai più da soli ...devono sentire il brivido della paura e la vergogna della nostra condanna deve accompagnarli per l'eternità.
Solo così,daremo pace ai nostri sentimenti.
Dio non li perdonerà mai e allora perchè mai dovremmo farlo noi rimanendo divisi,scoraggiati a loro esclusivo vantaggio?
360 gradi di abbracci.
Valfredo.
Scritto da: Valfredo Cappella | 12/01/07 a 20:22

grazie a Linda x la tua testimonianza
e grazie a Laura x il tuo bellissimo lavoro con Andrea e Tifeo
noi tutti che sappiamo benissimo che le stragi e tutto il resto sono legati assieme e sono e restano comunque un vergogna dobbiamo continuare a urlare a gran voce il nostro dissenso, la nostra rabbia, il nostro sdegno
adesso, a differenza di molti anni fa, abbiamo la fortuna di avere il web ed i blog e di poter far sapere a tutto il mondo ciò che pensiamo
anche agli usa che sono sempre colpevoli impuniti dei loro misfatti e a chi ci governa nel tempo e mantiene ancora il segreto di stato
o a quella magistratura complice e indegna di una nazione democratica !!!
Scritto da: ericablogger | 12/01/07 a 20:47

Chi si deve vergognare? Sono morti in 81, e sono stati uccisi ogni volta che qualcuno ha voluto usarli per lotta politica. Si voleva ad ogni costo una verita'"politicamente corretta" ma i magistrati sono stati corretti ed hanno assolto gli imputati, si badi bene, non della tragedia, ma di presunti depistaggi. Hanno speso un patrimonio per recuperare l'aereo (era meglio devolvere la somma ai parenti delle vittime..) e volevano vedere solo una verita' che non c'e'. Nessun missile. Quei periti che hanno dimostrato scinetificamente l'ipotesi della bomba, sono stati messi a tacere o esclusi a favore di altri che comunque non hanno dimostrato nulla. E' difficile adesso indagare a verso l'ipotesi della bomba libica, anche perche' non fa comodo agli sfruttatori politici del caso. Meglio per loro fare del qualunquismo rosso e usare la parola "Ustica" come uno degli slogan e frasi fatte della loro propaganda politica.
Nessuno che ha vergogna di avere usato quei poveri morti e il loro parenti ed amici per fini politici.
Io da parte mia ho spesso ricordato loro nelle mie preghiere e li portero' nel cuore come vittime di un vile attentato di cui, per motivi di propaganda politica, non si e' voluto scoprire l'autore, ma piuttosto creare nuove vittime per pura vergognosa propaganda politica.
Vizio antico della sinistra italiana...calunniare tanto poi qualcosa rimane sempre.
Scritto da: Gianluca | 13/01/07 a 09:52

A Gianluca
Se sventolando la bandiera dell'anticomunismo si sente realizzato non è un nostro problema. Che cosa ha da guadagnare dal riproporre il depistaggio della bomba?
Ha comunque ragione che non fu un missile con testata da guerra, fu un missile a testata inerte ad aver abbattuto il Dc9 Itavia. E' stato chiesto a qualche perito se può smentire questa ipotesi categoricamente, l'ha fatto il Pm durante il processo di primo grado e la risposta è stata che pur sostenendo che era successo qualcosa di diverso(cosa non si sa), no non era possibile escludere che il Dc9 fosse stato abbattuto con un missile a testata inerte.
Lei Gianluca non è nemmeno informato di certe cose e me ne dispiace, è di dominio pubblico che per esempio l'Italia riceveva questi missili a testata inerte dal governo americano almeno dal 1961 al 1980 compresi e che servivano per la guerra psicologica, non ortodossa e non convenzionale che il nostro paese combatteva seguendo la linea politica americana.
E' di dominio pubblico che gli Usa avevano scelto il nostro paese fin dal 1974 per prendere e amministrare il potere in Libia in loro vece rovesciando il regime di Gheddafi. Ho i documenti che ho trovato nella parte elettronica dell'Archivio nazionale Americano. Sa Gianluca in qualche modo si doveva rovesciare quel regime, chissà sempre per ipotesi che non fosse stato progettato magari d'incolpare il regime libico dell'abbattimento del Dc9 per rovesciarlo, quando invece lo sporco lavoro magari l'abbiamo fatto proprio noi come disse Mario Dettori al capitano Ciancarella. Indaghiamo seriamente sul livello politico di responsabilità per la Strage di Ustica e sull'ipotesi che un missile a testata inerte abbia abbattuto il Dc9. Nemmeno i periti che sostengono altre ipotesi hanno mai potuto escluderla questa possibilità. Lei può essere anticomunista quanto vuole ma la invito infine a non dire cose inesatte. Nessuno ha mai provato scientificamente l'ipotesi della bomba. Laura
Scritto da: laura | 13/01/07 a 11:02

Una sentenza fonte di sgomento per quella minoranza di personne che ci tiene a ricordare.
La memoria,lusso per pochi, e superflua per i più, diversamente certe sentenze non troverebbero ad accoglierle silenzi tanto assordanti.
Scritto da: Paolo Arduino | 13/01/07 a 13:10

Caro Andrea.
Dammi Sant'Antioco
* FLASH *
Dammi il tonnara
* FLASH *
Dammi una mummia di carta igienica
* FLASH *
C'ho quasi trent'anni ma sono sempre cogliouwnay.
Sono bionda e odio quelli che si chiamano Denis.

Spero che tu abbia capito chi sono, tu ed Andrea siete sempre nel mio cuore tra i ricordi migliori delle mie estati.
Un bacio enorme
Ila
Scritto da: Ilaria | 13/01/07 a 19:09

Credo che il mio q.i. sia stato decisamente sputtanato in mezzo alla sobrietà degli altri commenti. Chiedo scusa a tutti per essere nata così.
Scritto da: Ilaria | 13/01/07 a 19:10

USTICA
GLI SFONDONI DI PELLEGRINO E L' INQUIETANTE SILENZIO DI COSSIGA
A chi poteva competere la più squallida e sconcertante dichiarazione sulla vicenda stragista di Ustica, ed in singolare coincidenza con la sentenza della Cassazione, se non all'ineffabile Senatore Pellegrino?
Nella prefazione cui si e' prestato per il libro del sen Manca, edito da Koinè, "Ustica, assoluzione dovuta giustizia mancata", siamo costretti a riascoltare nuovamente la versione più vergognosa per la strage, e cioè quella "ipotesi bomba" che e' stata da sempre pensata dagli ideatori del progetto stragista come unico "approdo alternato", ad un eventuale esito negativo ed infausto (come poi e' accaduto) della fase esecutiva, e che fu poi coltivata e costruita con assoluta determinazione attraverso ogni singolo atto di depistaggio, occultamento ed alterazione delle prove, diffusione di astute e false informazioni attraverso inconsapevoli operatori del settore, fino alla eliminazione fisica di scomodi e pericolosi testimoni, così come di complici ormai divenuti non più affidabili nella consegna all'omertà.
Il senatore infatti scrive, per corroborare l'ipotesi bomba a lui cara così come ai responsabili della strage:
"A sorprendermi fu soprattutto l'atteggiamento dei fautori dell'ipotesi bellica, che consideravano minimalista l'ipotesi dell'esplosione interna al velivolo: e ciò benché, almeno a me risultasse evidente il contrario, apparendomi oggettivamente più grave rispetto all'ipotesi di un casuale coinvolgimento del DC9 in un evento bellico, quella di una strage volontaria e quindi dolosa, che avrebbe accomunato la tragedia del Dc9 ai tanti attentati esplosivistici, che hanno funestato la storia italiana dal 1969 (Piazza Fontana) al 1984 (il treno di Natale)".
Dopo aver dunque miseramente fallito (più o meno consapevolmente e volontariamente) nella funzione di cui era stato incaricato, e cioè di Presidente della "Commissione Parlamentare di indagine sul fenomeno terroristico e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili di strage" egli si è autoproposto e nominato a svolgere, con saccenza e presuntuoso disprezzo di ogni evidenza, un ruolo di "giudice supplente", trasformando la sua funzione in una rinnovata quanto improbabile sede processuale, in cui rinnovare i processi - senza dibattimento - e poter emanare le sue inappellabili "sentenze", autoreferenziali ed immotivate, legate a sensazioni personalistiche, a valutazioni approssimative di fatti e circostanze, a conclusioni spudoratamente infondate e non suffragate da niente se dalla sua vanesia alterigia.
Valgano per tutte le sue considerazioni, verbalizzate in Commissione, sulla morte del M.llo Parisi, sul cui "suicidio", egli afferma, non esserci dubbio (in sintonia, in questo caso, con la sentenza del giudice legittimo), in quanto "era nota la sua condizione di depressione psicologica". Purtroppo nessuna rilevanza veniva data alla foro che ritraeva Parisi impiccato si' al ramo di un albero del suo giardino, ma un ramo così basso che il cadavere si presenta con le piante dei piedi ben appoggiate al suolo e le ginocchia addirittura flesse "forse per facilitare la esecuzione". D'altra parte il giudice deputato alla indagine sembra avesse ritenuto di valutare che l'ematoma presente sulla nuca della vittima, andava attribuito di certo alla dinamica del suicidio. Il Parisi cioè, consapevole della insufficiente altezza del ramo, vi sarebbe salito sopra per lasciarsi poi andare nel vuoto, ed in questa fase avrebbe urtato con la nuca il ramo stesso svenendo di conseguenza, e di fatto rendendo così possibile quella "autoimpiccagione".
Ma mentre si esibisce in questi esercizi e sentenze, che nessuno gli aveva richiesto e per cui non aveva ne' mandato ne' competenze (come egli stesso ci conferma in altre sue amene rivelazioni. V subito sotto), egli non dice neppure una sola parola sul perchè - se le conclusioni cui egli perviene sui vari fenomeni di strage sono davvero così evidenti e scontate, facili da interpretare - non si riesca allora a sapere comunque il motivo e la causa della mancata individuazione dei responsabili (esecutivi e dispositivi) di crimini di strage, e perchè non abbia ritenuto di sottoporre al dibattito Parlamento nemmeno una straccio di relazione sulle conclusioni cui era pervenuto relativamente ai compiti per cui era delegato.
La causa del fallimento risiede forse proprio in uomini simili al Senatore, comunque disponibili a chiudere gli occhi, tacitare le contraddizioni e il dissenso, falsare la verità (più o meno consapevolmente) solo per assecondare e compiacere quei poteri occulti e certamente "indicibili" - ma comunque sempre facilmente individuabili, se solo si volesse farlo e non si pretendesse di uccidere la Verità e soffocare la Giustizia, chiudendo perentoriamente le circostanze storiche con la stessa arroganza e presunzione di qualsiasi aspirante dittatore - che gestiscono le peggiori vicende di corruzione e di violenza.
Egli infatti, nella prefazione al libro di De Lutiis "Il lato oscuro del potere", scriveva di sé (ed il brano, pur virgolettato, e' riportato qui a memoria, sebbene con buona approssimazione): "Quando nell'estate del 1994 i Presidenti della Camera e del Senato mi nominarono Presidente della Commissione, io delle stragi non conoscevo assolutamente nulla, perchè la mia attività professionale e parlamentare non mi aveva mai portato a confrontarmi con esse. [Ora ditemi voi, in quale paese o galassia era vissuto, fino a quel giorno un avvocato e parlamentare italiano per non aver mai dovuto misurarsi o ritenuto di doverlo fare, con i "misteri d'Italia"?] Ero convinto che esse fossero soggette a quegli arcanum del potere che le rendevano impenetrabili ed in districabili. Ma entrato in Libreria ne uscii con un tesoretto di volumi sull'argomento, dalla cui lettura trassi invece il rinnovato convincimento che la loro interpretazione fosse ancora possibile".
Accanto allo straparlare di cotanto personaggio, che Cossiga defini' "Uomo d'onore", in una delle sue audizioni in Commissione, stride invece proprio il silenzio preoccupante, se non imbarazzante il senatore presidente emerito della Repubblica onorevole Francesco Cossiga.
Egli, cosi' impegnato a denunciare per responsabilita' omicide il medico che ha aiutato Welby a realizzare il suo desiderio, la sua richiesta ed il suo diritto di essere liberato dalla sua "nonvita", tace su Ustica, dove ad 81 Cittadini fu negato invece il diritto e la aspirazione a continuare a viverla pienamente la loro vita. Ma forse si tratta di evitare di riaprire piaghe su cui potrebbero essere indagate le sue personali responsabilita' direttive, organizzative e disponesti su quella strage scellerata.
Lui che aborrisce e vilipende i giudici di Milano perche' essi lo offendono, nella sua "fedelta' atlantica", che si traduce in aperto e totale asservimento ai desiderata del dominus statunitense, per la loro determinazione a non consentire a nessuno, e tantomeno ad agenti stranieri, di violare i Diritti Fondamentali ed inalienabili che la nostra Costituzione riconosce e garantisce ad ogni Persona Umana, e' lo stesso che qualificando come "un giudice ragazzino cui non affiderei neppure la responsabilita' della resede della mia casa di campagna" un magistrato (il giudice Livatino) impegnato nella lotta alla Mafia, lo consegno' di fatto ai suoi sicari, certi della impunita' garantita dalla Politica. Oggi invece tace, forse per non far emergere la sua propensione a consegnare ai carnefici Abu Omar come gia' consegno' agli esecutori materiali le vittime della strage di Ustica.
Dunque due personaggi, i nostri ineffabili senatori, di fronte alle cui prese di posizione dovremmo indignarci addirittura piu' che contro gli esecutori delle stragi, poiche' essi avevano ruolo e poteri per evitarle quelle azioni stragiste o per disgelarne le ragioni profonde, ma ne hanno usato solo per servire i progetti dei poteri piu' truci e rassicurarli nelle loro aspettative di impunita', per qualsiasi nefandezza essi volessero compiere ed abbiano compiuto sul nostro territorio e nella nostra storia, per il puro ed esclusivo interesse proprio.
E fa male e preoccupa il clamoroso silenzio di quelle formazioni di Governo che hanno allevato nel proprio seno simili personaggi, capaci si servire, per puri scopi di quel "potere relativo" che viene attribuito dall'Impero ai propri "re-clienti", qualsiasi padrone ne richieda i servigi, ma incapaci e non disponibili a servire il Popolo.
Mario Ciancarella
Scritto da: laura | 13/01/07 a 19:11

Certo che ho capito, dolce Ilaria di Bologna. Un grosso bacio e scrivimi al mio indirizzo doiandrea@gmail.com
anche chicco ti saluta. sempre nei nostri cuori.
bacio
Scritto da: andrea | 14/01/07 a 01:40

Grazie Mario e a tutti voi per i vostri interventi.
andrea
Scritto da: andrea | 14/01/07 a 01:44

A quanto pare, la coscienza di questo paese ha avuto un cedimento strutturale...
Scritto da: gianni ruotolo | 14/01/07 a 11:01

Ho 44 anni a giugno. Ciò significherà che per 27 anni dei miei 44, quel 20 giugno non avrò saputo nulla della strage di USTICA. Significa che è vero, che vivo in un Paese dei Fantasmi, di scheletri negli scaffali dei Ministeri di una nazione che è semplicemente una Colonia dalla fine della seconda guerra mondiale.
Inutile rifare l'elenco? Forse no.
1 maggio 1947, Strage di Portella della Ginestra. Governo Scelba. Caso Mattei. Piazza Fontana. Treno Italicus. Caso Moro. Ustica. Strage di Bologna (43 giorni dopo Ustica...che caso). La maschera però l'ha gettata il "piccolo" caso del Cermis. Tutti assolti: sulle Alpi e gli Appennini, dall'Adriatico al Tirreno, giocare ai videogame coi caccia da guerra e i missili, è consentito.
Davide
Scritto da: Davide Sapienza | 14/01/07 a 11:35

Complimenti a Laura per la documentata e circostanziata risposta data a Gianluca (speriamo che serva a farlo riflettere, lui e coloro che, per partito preso, sposano ad occhi chiusi tesi diventate offensive per la memoria delle vittime). A Gianluca, che parla tanto di strumentalizzazione e di propensione della sinistra a calunniare, voglio ricordare che gli ultimi due generali assolti erano accusati di alto tradimento, un reato che il governo Berlusconi ha depenalizzato un anno fa. In tal modo la loro assoluzione diventava scontata, e se i familiari rimasti senza giustizia non saranno definitivamente esclusi da richieste di risarcimento, ciò sarà grazie ad un emendamento della finanziaria di questo governo, che li equipara alle vittime del terrorismo. Concludo ricordando lo sproloquio di Giovanardi, il quale ha commentato la sentenza come "uno schiaffo" dato a Prodi dai giudici della Cassazione. No, Giovanardi (e Gianluca & co.), non a Prodi, o perlomeno non solo a lui! Quello schiaffo è stato dato prima alle vittime, poi ai loro familiari e, infine, a tutti gli italiani che ragionano senza schemi e stereotipi settari ed improntati alla faziosità politica. Me compreso. Ma di uno "schiaffo" del genere, non lo nascondo, ne vado fiero. E nonostante tutto confido che la verità - peraltro ufficiosamente condivisa, e ben diversa da quella giudiziaria - prima o poi emergerà anche a livello ufficiale. A tesi come "cedimenti strutturali", "quasi collisioni" e "bombe a bordo", infatti, non ci crede più nessuno fatta eccezione, come il da Laura ricordato, fenomeni come il senatore Pellegrino, e pochi altri come lui. Ma non mi sembrano, francamente, delle fonti autorevoli da additare come esempio.
Scritto da: Livio Fogar | 14/01/07 a 17:00

Mi sono limitata a riportare l'intevento di Mario Ciancarella per quanto riguarda il senatore Pellegrino. Quanto alla mia risposta a Gianluca ribadisco e preciso che spetta solo ad un giudice accertare le responsabilità politiche e militari sulla Strage di Ustica. Anche in questo caso scrivo sulla base di fonti ben precise: il capitolo sulla Strage di Ustica del manoscritto di Mario Ciancarella Impossibile pentirsi e la documentazione storico-politica dell'Archivio nazionale Americano. Laura
Scritto da: laura | 14/01/07 a 18:39

Grazie per questo post che mi ha aiutato a capire. A volte seguire l'informazione è difficile. Grazie davvero. Questo è impegno civile
Scritto da: Giulia | 14/01/07 a 18:41
Ho poi fatto la "fatica" di leggermi i testi delle udienze del processo di primo grado ai 4 generali sul sito www.stragi80.it.Quei testi sono la mia terza fonte.Laura
Scritto da: laura | 14/01/07 a 18:47

Vedo che a parte i blogger e i parenti delle vittime, gli unici a poter dire ciò che vogliono perchè offesi due volte: dalla perdita dei loro cari e dalla negazione della verità, il resto assomiglia molto a propaganda, neanche delle migliori...
Scritto da: maverick61 | 15/01/07 a 15:36

vorrei pubblicare sul sito che gestico www.stragediustica.info i pensieri degli italiani su questa vicenda.
scrivetemi o se il gestore di questo sito mi autorizza vorrei inserire anche i discorsi di questo blog.
saluti Linda Lachina

Scritto da: linda | 17/01/07 a 10:09
certo cara linda. puoi pubblicare tutto.
ciao e un saluto
andrea doi
Scritto da: andrea | 17/01/07 a 10:14





 

 

 


   
 
LETTERA
 

si ringrazia il sito www.stragi80.com
per la documentazione e i collegamenti