LE LETTERE CHE CI ARRIVANO SONO TANTISSIME, GRAZIE A TUTTI PER LA SOLIDARIETA'.

INSERIAMO NEL SITO ALCUNE TESTIMONIANZE.

 
 

 
LETTERA
 

GRAZIE A TUTTI
PER LA SOLIDARIETA'


 

Il viaggio del (non) ritorno
Il viaggio del volo dell'aereo ITAVIA in codice I-TIGI 870 è terminato. Il 25 giugno 2006, dopo 26 anni quest'aereo è tornato nella città di partenza cioè Bologna. Dopo esser decollato dall'aeroporto di Bologna e non essere atterrato a quello di Palermo è sfracellato sul mare nei pressi di Ustica; dopo il recupero su ordine della magistratura e l'utilizzo come prova nell'hangar di Pratica di Mare, oggi grazie al corpo dei Vigili del Fuoco è stato trasportato via terra, per autostrada, fino al paese di partenza.
E questa tragedia torna al punto di partenza nei cuore dei parenti e di tutte quelle persone colpite direttamente o indirettamente negli affetti.
CHE COSA AVETE PROVATO?
Già di per sé la ricorrenza del 27 giugno di ogni anno produce una forte lacerazione nel più profondo dei nostri sentimenti, combattuti tra la dolcezza del ricordo delle persone scomparse e la violenta rabbia nei confronti non del destino ma di quei maledetti e vigliacchi assassini. Da buon cristiano ho sempre condiviso la sacralità del perdono. Non ho sentito nessuno che si sia pentito ed abbia chiesto perdono e così senza pentimento non c'è perdono, non c'e pace.
E LO STATO ITALIANO COME LO VEDETE, AMICO O NEMICO
Non è facile prendersela con lo stato. Le leggi sono fatte per essere rispettate e se i dipendenti dello stato malversano, agiscono contro gli interessi dei cittadini, allora la colpa dello stato cade sulla sua inerzia nel farsi rispettare. Allora il nemico non è lo Stato bensì l'inerzia, l' incapacità dei suoi esecutori
Lo stesso dicasi per gli "amici" dello stato italiano.
COSA DIREBBE A QUELLE NAZIONI CHE HANNO RESPONSABILITà?
È indiscutibile che la tragedia ha colpito i passeggeri ed i loro parenti. Ma in realtà siamo in Italia ed è indiscutibile che noi italiani siamo una grande famiglia qui ed anche all'estero. Non è un caso che dopo 26 anni questa tragedia colpisca ancora il cuore degli italiani e le istituzione lo sentano.
In pratica c'è una intera nazione che come una grande famiglia si sente violentata da queste azioni (il caso Lipari, la cabinovia del Cermis ed altri casi ) e si aspetta di vedere chi sono i veri amici e chi gli approfittatori o peggio gli assassini dei nostri concittadini.

Ivano Lachina
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USTICA
"Non sussiste"
12/01/2007

 

Non si saprà mai cosa è successo nel cielo di Ustica nella sera del 27 giugno 1980. Non si saprà mai chi sono i responsabili del disastro aereo che fece morire i miei genitori. Me li hanno uccisi anche ieri con quella sentenza, ed io stupida a credere finalmente alla scoperta della verità.
27 anni di agonia per assolvere gli unici che hanno la responsabilità della difesa dei nostri cieli.
Nella sentenza i due ufficiali accusati di alto tradimento vengono assolti con una formula precisa: "Il fatto non sussiste"nonostante quelle che gli stessi giudici hanno chiamato prove!!!!
Ho cercato di dare un interpretazione a questa parola "non sussiste" ma non riesco a capire… ma se loro dovevano vigilare sul nostro cielo italiano e si sono distratti… e non hanno visto niente… e sono sparite tutte le prove, chi è il responsabile dei generali? Chi gestisce la sicurezza nei nostri cieli?
E chi non vede è responsabile di niente?
Ma il niente sono le persone? Ma le persone non valgono veramente niente?
Le bugie o la citazione "non ricordo", valgono niente?
Sono le allucinazioni di 27 anni?
E come se questa disgrazia non sussiste, come dire "non è successo niente perché nessuno ha visto niente!". Ma se è così, mi ridate la mia vita consumata dal dolore o meglio dal non sussiste.?

Noi vittime della strage della mancata verità e del "non ho visto nulla" soffriamo ancora, e tutte le volte che qualche carica istituzionale rappresentava la volontà di cercare la verità su Ustica, noi ci abbiamo creduto… non abbiamo mai voluto credere fino in fondo di essere stati abbandonati prima durante e dopo ad un destino crudele che qualcuno ha scelto per noi e per le 81 vittime di Ustica, abbandonati e umiliati nel nostro dolore dalla giustizia.
Ci hanno tolto tutto: i nostri genitori, la verità, la giustizia, la dignità. E siccome non sussiste, non è successo niente!
Penso che gli italiani sappiano che per far morire 81 persone ci deve essere qualcuno che li uccide.
Una sentenza non può far credere agli italiani che "non sussiste" voglia dire verità.
Per molti di noi Italiani sperare nella verità è stata un illusione.
Ci hanno tolto i nostri cari, la speranza nella verità e nella giustizia, la dignità di essere liberi cittadini italiani, la certezza di una patria che difende non soltanto il territorio ed i valori ma anche le persone.

È finita!!!!!!

Se e vero che non esiste una giustizia terrena, ci troveremo al di là della vita "e spero esista lì".

Linda Lachina

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Addì 27/06/2008
IL  MASSACRO CONTINUA 28° PUNTATA!!!!

LA STRAGE DI USTICA

Il giorno della MEMORIA


Il tempo della pace non è ancora arrivato!!!


Le varie informazioni che arrivano ad ogni anniversario suscitano in noi sempre un grande dolore!
Perché dopo 28 anni questa telenovela non ha fine?


Abbiate rispetto per questi morti che non possono trovare pace perché c’è sempre chi non ha il coraggio di parlare…
Lasciateli in pace…lasciateci in pace…qui gli sciacalli sono passati troppe volte e non c’è più niente da prendere… solo la disperazione che regna tra noi, non abbiamo più le forze per cercare questa giustizia per noi e per gli italiani!!!


Deponiamo l’ultima nostra speranza affinché lasciate in pace la nostra anima… che possa sopravvivere dopo averci fatto versare tutte le lacrime…ora non ne abbiamo più.


Non illudeteci, non insultateci ancora…siamo stanchi, siamo tanto stanchi!!!
A voi potenti diciamo: non abbiamo più la forza di lottare, fatelo voi per noi!

Fine puntata!
Linda Lachina

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Caro diario...
Caro diario sono felice, oggi è il 26 giugno 1980 e sono stata promossa. EVVIVA!!!!! (ho tredici anni) Mamma e Papà sono molto orgogliosi di me, mi hanno promesso da mesi che il loro regalo per la promozione sarà portarmi con loro in Sicilia. EVVIVA!! Ce l'ho fatta e non vedo l'ora di fare il mio primo viaggio in aereo, anche per i miei genitori è la prima volta. Oggi ho telefonato a mia cugina a Palermo, le ho detto che fra qualche giorno ci vedremo, anche la nonna è contentissima e non vede l'ora, ed anch'io sono impaziente di fare questo viaggio. Caro diario oggi 26 giugno 1980 c'è stato un cambiamento nel programma. La mamma ha detto che siccome non ha trovato posto in aereo, partono solo loro due con la speranza di poter trovare due biglietti, promettendomi un nuovo regalo al ritorno. UFFA!!! Non è giusto! Sono arrabbiatissima! Non voglio un altro regalo. Ho pianto tutto il pomeriggio, ma le mie lacrime sono servite solo a far partire la mamma molto triste. Le sue parole per consolarmi sono state: "tu devi badare alla famiglia perché sei la più giudiziosa". UFFA! Mamma mi ha tradita, non è stata di parola. Non si fanno promesse se poi non si mantengono. Io voglio il regalo promesso. Voglio volare con Mamma e Papà. Oggi 27 sono partiti, nel pomeriggio hanno telefonato per dire che l'aereo partiva in ritardo, colevano parlare con me, ero così arrabbiata che non sono andata al telefono. Caro diario oggi 28 giugno 1980 non credetrai a quello che ti dirò ora: la Mamma e il Papà non hanno ancora telefonato per dire che sono arrivati. Qui sono tutti agitati. Non credo a quello che sento, dicono che l'aereo è scomparso!! NO! Non è possibile, non può succedere niente di brutto ai miei genitori. Io sono la piccola di casa. Ma perché a casa nostra c'è sempre il dottore e mi mandano sempre a comprare la camomilla? Perché i miei fratelli e mia sorella piangono sempre? Perché la TV fa vedere sempre quelle immagini nel mare? Sono tutte finte, come dice sempre la Mamma! Se potessi sentirla al telefono la Mamma mi tranquillizzerebbe. Mi sento morire. I miei fratelli sono partiti a cercare Mamma e Papà. Sono due giorni che tengo le dita incrociate, qui sono tutti disperati, ma io no, perché so che Mamma e Papà torneranno molto presto. C'è un via vai di parenti, amici che ci opprimono, piangono. Non sanno che lo fanno inutilmente, perché non è vero niente, Mamma e Papà torneranno da me, perché non lascerrebbero mai la propria piccola qui sola. I miei genitori mi vogliono troppo bene per abbandonarmi. Tornate presto vi prego. Caro diario mi stanno facendo credere a questa realtà, ma io tengo forte le mie dita incrociate, quello che sto passando non te lo so descrivere. Mi riempio di pizzicotti per svegliarmi da questo incubo che non finisce mai. Papà, Mamma dove siete andati a finire? Perché mi lasciate così sola... In famiglia c'è tensione, non so più se chiamarla famiglia, ora non è rimasto niente della mia meravigliosa famiglia. Solo il dolore regna fra noi e fa continuare i nostri giorni. Oh Dio, che sta succedendo a noi tutti? Perché hai voluto questo? Chi ha voluto e permesso tutto questo? Perché delle persone fanno queste cattiverie? Perché devono esistere questi sbagli e far soffrire così la gente? Caro diario oggi sono andata nella casa dove ero così felice con i miei genitori, £e così vuota, spoglia, lugubre ed ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Vedo Mamma e Papà scendere dall'auutobus con delle grandi valige, entrare in casa, salire le scale ed io precipitarmi ad abbracciarli! Oh Signore ti ringrazio!! Non mi stacco più da loro, non mi voglio più svegliare, portatemi via con voi vi prego. Ho pianto tanto, tanto, urlato più forte che potevo, avrei voluto farli scendere da quel maledetto aereo che me li aveva portati via. Sono stanca, nauseata, ho paura che impazzirò o forse pazza lo sono già. Vorrei farla finita. Mamma, Papà perché non mi avete portato via con voi? Io non riesco più a vivere! Caro diario sono strastufa, non ce la faccio più, ora ti saluto, vado a dormire, spero che i miei sogni mi portino via con loro. Anno 1990. Da quel triste momento di dieci anni fa tutti mi hanno sempre detto che ero fortunata ad essere così piccola e che quindi non soffrivo più di tanto, ma non sanno che quando la speranza muore la vita non ha più senso. Quella bambina è cresciuta, ora ha ventitré anni, ed ancora non sa che senso dare a questa sua sofferenza.
Linda Lachina

27/06/2007

A VOI:

Autori,
Attori,
Comparse
Figuranti,
Ai Chiacchieroni  di passaggio…

creatori dei nostri destini e dei nostri dolori
non so se la vostra coscienza vi abbia mai fatto riflettere tutte le volte che avete parlato, sparlato, criticato e agito in base al vostro ruolo, ma sappiate che nel rispetto della vita umana bisognerebbe fermarsi e rispettare il dolore che non conoscete, senza infondere speranze e disperazione come è successo in questi 27 anni.
Basta
Basta!
Ora davanti al museo della memoria abbiate rispetto per questi morti e per tutti quelli che li piangono.
Non abbiamo mai potuto girare pagina perché c’è sempre stata una “qualche” fatalità che ci ha massacrato la vita!
Perché il fatto non sussiste!
Ora è presente la prova!

Perché ci avete fatto sentire colpevoli di cercare la verità!
A voi Influenti, chi vi cambia il destino?
E perché vi permettete di cambiare il destino degli altri togliendogli anche la dignità di essere italiani?

Linda

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IH-870
Di simone conti

IH870 - "È la 870, buonasera Roma."
Roma - "Buonasera 870. Mantenga 290 e richiamerà 13 Alfa."
IH870 - "Sì, senta: neanche Ponza funziona?"
Roma - "Prego?"
IH870 - "Abbiamo trovato un cimitero stasera venendo... da Firenze in poi praticamente non ne abbiamo trovata una funzionante."
Roma - "Eh sì, in effetti è un po' tutto fuori, compreso Ponza. Lei quanto ha in prua ora?"
IH870 - "Manteniamo 195."
Roma - "195. Si, va bene. Mantenga 195, andrà un po' più giù di Ponza di qualche miglio.
IH870 - "Bene, grazie."

Come sarebbe stato bello vivere una vita normale.
Sognare, amare.
Chissà come sarebbe stato bello scaldarsi alla luce del sole o giocare nella neve.
Chissà come sarebbe stato bello scartare i regali sotto l'albero, a Natale.
Già, chissà come sarebbe stato bello…
Qualcuno, però, non me lo ha concesso.
E adesso mi chiedo solo perchè? Di quale colpa mi sono macchiato?
Ricordo che per buona parte del viaggio restai con il viso appiccicato al finestrino a guardare il mare, una distesa infinita di blu. Le onde, increspate dal vento, mi salutavano in quella che sarebbe dovuta essere una bellissima vacanza.
Lassù, nel ventre del grande uccello di metallo, mio sentivo, anche se impaurito stringevo forte la mano di papà.
Chissà coma sarebbe stato bello vivere una vita normale…
Avrei voluto tanto conoscere la vita, assaporarne il gusto, respirare il suo soffio delicato.
Guardavo mio padre e pensavo ai giorni che avrei potuto trascorrere in sua compagnia. Lui mi avrebbe insegnato tante cose ed io le avrei imparate. Perché è così che funziona, giusto?
Chissà come sarebbe stato bello vivere…
Io non chiedevo niente. Volevo solo vivere la mia vita, approfittare del dono che mi era stato dato.
Ma il mio paese, il paese nel quale sono nato, non me lo ha concesso…
Chissà come sarebbe stato bello vivere…
Invece me ne andai una calda sera di Giugno, inghiottito da una vampa di luce e calore.
Voi non mi conoscete ma a me sembra di conoscere ognuno di voi. Perché ognuno di voi è pronto ad indignarsi sulla spinta dell'emozione e con altrettanta rapidità si dimostra capace di dimenticare tutto, gettandosi alle spalle la memoria storica di questo disgraziato stivale.
Non dimenticatemi e non dimenticateci.
Io ero solo un bambino di quattro anni: fermatevi solo un secondo a pensare come sarebbe stato bello vivere la mia vita….


IH870 - "Roma, buonasera. È l'IH870."
Roma - "Buonasera IH870, avanti."
IH870 - "115 miglia per Papa-Alfa... per Papa-Romeo-Sierra, scusate. Mantiene 250."
Roma - "Ricevuto IH870. E può darci uno stimato per Raisi?"
IH870 - "Sì: Raisi lo stimiamo per gli uno-tre."
Roma - "870 ricevuto. Autorizzati a Raisi VOR. Nessun ritardo è previsto, ci richiami per la discesa."
IH870 - "A Raisi nessun ritardo, chiameremo per la discesa, 870."

In memoria dei 77 passeggeri del volo IH-870 e dei quattro membri dell'equipaggio del DC-9 Itavia abbattuto il 27 giugno 1980.

Andres Cinzia (24), Andres Luigi (32), Baiamonte Francesco (55), Bonati Paolo (16), Bonfietti Alberto (37), Bosco Alberto (41), Calderone Maria Vincenza (58), Cammarata Giuseppe (19), Campanini Arnaldo (45), Casdia Antonio (32), Cappellini Antonella (57), Cerami Giovanni (34), Croce Maria Grazia (40), D'Alfonso Francesca (7), D'Alfonso Salvatore (39), D'Alfonso Sebastiano (4), Davì Michele (45), De Cicco Giuseppe Calogero (28), De Dominicis Rosa (Allieva Assistente di volo Itavia) (21), De Lisi Elvira (37), Di Natale Francesco (2), Diodato Antonella (7), Diodato Giuseppe (1), Diodato Vincenzo (10), Filippi Giacomo (47), Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32), Fontana Vito (25), Fullone Carmela (17), Fullone Rosario (49), Gallo Vito (25), Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44), Gherardi Guelfo (59), Greco Antonino (23), Gruber Berta (55), Guarano Andrea (37), Guardì Vincenzo (26), Guerino Giacomo (19), Guerra Graziella (27), Guzzo Rita (30), Lachina Giuseppe (58), La Rocca Gaetano (39), Licata Paolo (71), Liotta Maria Rosaria (24), Lupo Francesca (17), Lupo Giovanna (32), Manitta Giuseppe (54), Marchese Claudio (23), Marfisi Daniela (10), Marfisi Tiziana (5), Mazzel Rita Giovanna (37), Mazzel Erta Dora Erica (48), Mignani Maria Assunta (30), Molteni Annino (59), Morici Paolo (Assistente di volo Itavia) (39), Norrito Guglielmo (37), Ongari Lorenzo (23), Papi Paola (39), Parisi Alessandra (5), Parrinello Carlo (43), Parrinello Francesca (49), Pelliccioni Anna Paola (44), Pinocchio Antonella (23), Pinocchio Giovanni (13), Prestileo Gaetano (36), Reina Andrea (34), Reina Giulia (51), Ronchini Costanzo (34), Siracusa Marianna (61), Speciale Maria Elena (55), Superchi Giuliana (11), Torres Pierantonio (32), Tripiciano Giulia Maria Concetta (45), Ugolini Pierpaolo (33), Valentini Daniela (29), Valenza Giuseppe (33), Venturi Massimo (31), Volanti Marco (36), Volpe Maria (48), Zanetti Alessandro (18), Zanetti Emanuele (39), Zanetti Nicola (6).

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COMUNICATO STAMPA

USTICA e la sentenza di questi giorni sono lo specchio di un’Italia che non amiamo, che non vogliamo, che non appartiene al popolo italiano, un Paese con “ombre” che pesano come macigni nei cuori dei familiari di vittime innocenti che non un crudele destino ha tolto ai propri cari, ma l’uomo, per un disegno o per un errore… Non dobbiamo saperlo.

Mi unisco allo sconforto e al dolore di quei familiari e come sindaco ho già interpellato l’onorevole Filippo Ascierto e il senatore Maurizio Saia, i quali hanno già accolto la mia richiesta, chiedendo loro di presentare una specifica interrogazione parlamentare in merito ad una sentenza che è troppo riduttivo definire vergognosa e inaccettabile.

Per noi Ustica non è stata una tragedia, bensì una strage, la morte improvvisa e violenta di tanti innocenti; per la Giustizia Italiana invece la colpa di quella strage “NON SUSSISTE”; per gli italiani SUSSISTE eccome, gli occhi bruciano come quel giorno, SUSSISTE la realtà di tante famiglie distrutte, SUSSISTE il marchio di vergogna che pesa sulle Istituzioni, SUSSISTE in noi italiani la sfiducia in quelle Istituzioni, SUSSISTE un potere occulto di insabbiare fatti e prove, ma soprattutto SUSSISTE la consapevolezza sempre più fondata che in Italia ciò che oggi NON SUSSISTE è sicuramente la GIUSTIZIA!

 

17 gennaio 2007

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COMUNE DI MONTEGROTTO TERME

PROVINCIA DI PADOVA

Piazza Roma, 1 -
Ufficio Stampa

ALLA STAMPA LOCALE

 

 

27 giugno 1980 – STRAGE DI USTICA – ANCHE DUE CITTADINI DI MONTEGROTTO PERSERO LA VITA.

 

28 anni fa, nel cielo di Ustica, 81 persone persero la vita a causa di una tragedia e vergogna nazionale a tutti noi nota. Tra queste persone due erano cittadini di Montegrotto, marito e moglie, LACHINA Giuseppe e REINA Giulia.

In questo triste anniversario, ancor più triste per la vergogna che mai giustizia è stata fatta, il Comune di Montegrotto Terme ricorderà questa strage e in particolare queste due vittime, nel Consiglio Comunale che si terrà domani alle 19.00 presso il Palazzo del Turismo e verrà osservato un minuto di silenzio.

Saranno presenti alcuni familiari delle vittime se pur la commemorazione ufficiale del triste anniversario si svolgerà per l’intero giorno a Bologna.

In questi giorni il ricordo delle vittime di Ustica appare anche nei tabelloni luminosi della città.

Una strage senza colpevoli è quanto di più straziante e inaccettabile possano provare i familiari delle vittime innocenti di quella strage. Purtroppo la nostra città ha perso, in quella che fu una vera e propria azione militare criminale, due cittadini la cui famiglia ancora risiede nel nostro Comune.

Sono state spese tante parole e versate tante lacrime per questa immane ingiustizia che ancora non bastano a dare pace a quanti hanno sofferto; per questo è nostro desiderio ricordarli non solo negli anniversari, ma conferendo una continuità al loro ricordo.

Nella nuova pianificazione del territorio sarà pertanto previsto di dedicare una via ai due cittadini di Montegrotto che persero la vita nel cielo di Ustica oltre alla collocazione di una targa o un cippo in loro memoria.

Conosco la sensibilità dei nostri cittadini e sono certo che concorderanno con questa iniziativa, per non dimenticare e per non stancarsi mai di chiedere giustizia.

27 giugno 2008

 

Luca Claudio Sindaco di Montegrotto Terme

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Gentile Sig.ra La China,
mi scuoso anticipatamente se le invio questa mail sulla sua casella di posta adibita alle attività lavorative ma è l'unica che ho trovato in rete e dopo aver letto della sua personale vicenda umana non ho potuto esimermi dal cercarla per comunicarle la mia solidarietà e il mio profondo sdegno per come vergognosamente la vicenda relativa all'abbattimento del DC9 si è conclusa.

Mi rendo perfettamente conto che questa mia mail sia priva di valore ma sappia che questa vicenda può essere insabbiatta tra le carte giudiziare ma non cancellata dalla memoria anche di chi come me ha solo 26 anni.

Signora sappia che i suoi genitori nn sono partiti in quanto il loro ricordo vive attraverso la sua memoria e la memoria collettiva.

Se mai avrò dei bambini racconterò loro di quella triste vicenda e farò si che sfoglino le pagine del Libro cui lei ha contribuito.

Le invio un caloroso abbraccio
Roberto S.

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Cara Linda,
tu non sarai mai sola.
Siamo in tanti,una moltitudine, ad essere così si tratta solo di "crederci" ed unire ogni energia degli onesti, in un percorso comune e trasversale ad ogni pensiero politico.
Quando sento divagare sulle ideologie morte (permettimi di usare un termine poco gentile)mi scompiscio dalle risate.
Cavolo qui è morta la politica e non l'ideologia!
Parlo della politica che decide per e non sulla gente,parlo di una politica che sappia risolvere e soprattutto proteggere le decisioni prese(comprese quelle giudiziarie)parlo di una politica che non c'è ma che potrebbe nascere se riusciamo a comprendere che lo sforzo comune deve essere trasversale e non di parte,perchè se ci presentiamo sempre divisi, saremo sempre bollati di essere faziosi,finendo per fare,inevitabilmente, l'interesse di quelli che, ingiustamente, deleghiamo a rappresentarci.
Solo così potremo ripistinare la legalità e ridare quella serenità di giudizio che lo stato italiano,attraverso tutte le sue istituzioni,sembra avere smarrito.
Fatto questo, e ripristinata l'uguaglianza dei diritti ,potremo tornare, ad essere fieri di appartenere alla politica.
Ognuno come gli pare!
Anche se non mi piace sponsorizzare o strumentalizzare noi ci proviamo.
Il percorso sarà tortuoso e difficile ,non necessariamente lungo,ma in grado di trasformare la semplice e ,molto spesso,vana speranza in certezza di GIUSTIZIA assoluta.
Linda,perdona l'uomo che,posto a giudice diventa asservito o pavido,perchè la colpa è solo della nostra stupidita.
Voi non sarete mai soli.
Un abbraccio fraterno
Valfredo

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Non ci sono parole per definire lo schifo dell'ultima sentenza. E' la morte di nuovo di tutte le vittime della strage,ma cosa si può fare? Solo detestarli....
Sono con voi...
Gianni

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ho letto il commento di Linda nel post del blog Il Regno degli Invisibili
sono erica del blog Pensieri in Libertà http://blog.pupazzipensieri.it
vi sono vicina e anch'io come voi provo rammarico rabbia ed indignazione x la vergognosa sentenza dei giorni scorsi riguardo ad Ustica
io ho provato il vostro stesso dolore x un'altra strage , quella di Bologna, dove morì un mio vicino di casa, papà di un mio compagno d'infanzia, e anche x quella strage nulla è stato fatto non vi è democrazia se non vi è giustizia e in Italia succede questo purtroppo e sempre
 un saluto con tanto affetto erica

 


   
 
LETTERA
 

si ringrazia il sito www.stragi80.com
per la documentazione e i collegamenti