XXIX ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA
27 GIUGNO 2009

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A DARIA BONFIETTI,
PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI USTICA

A ventinove anni dal disastro di Ustica, il mio pensiero riverente e commosso va a chi perse la vita quella tragica notte e al dolore dei loro famigliari.
Grazie anche all'impegno generoso e costante dell'Associazione da Lei presieduta, la memoria delle ottantuno vittime di quel dramma resta viva nella coscienza dell'intero Paese ed esige che sia fatto ogni sforzo perché le indagini recentemente riaperte permettano di dare, dopo così lungo tempo, adeguata e valida risposta all'anelito di verità e di giustizia su quanto accaduto.
Con questo spirito, esprimo a Lei, gentile Presidente, e per Suo tramite a tutti i famigliari delle vittime la mia affettuosa vicinanza e i sentimenti della mia partecipe solidarietà.

Giorgio Napolitano

Attentato Ustica, Napolitano parla di "intrighi internazionali"

sabato 8 maggio 2010 14:07

ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, celebrando oggi al Quirinale il giorno della memoria delle vittime di terrorismo e stragi, ha parlato di "intrighi internazionali" e "opacità di comportamento da parte di corpi dello Stato" per l'attentato di Ustica del 1980.

Il capo dello Stato ha ammonito anche a "tenere sempre alta la guardia" contro "nuove possibili tentazioni" di fare ricorso alla violenza e ha detto che i "focolai" di fanatismo politico e ideologico non sono "spenti una volta per tutte".

Ricordando l'attentato alla stazione di Bologna e "il disastro di Ustica", Napolitano ha parlato di "orribile 1980", con "i tanti colpi mortali che furono sferrati... contro servitori dello Stato e uomini semplici" e ha detto che "l'Italia corse rischi estremi".

In particolare, parlando della vicenda di Ustica -- l'isola vicino alle cui coste cui cadde nell'estate dell'80 un aereo della compagnia Itavia con a bordo 81 persone -- il presidente ha detto: "Intrecci eversivi, nel caso di Ustica anche forse intrighi internazionali, che non possiamo oggi non richiamare -- insieme con opacità di comportamenti da parte di corpi dello Stato, a inefficienze di apparati e di interventi deputati all'accertamento della verità -- nel rivolgere la nostra solidarietà a chi ha duramente pagato di persona o è stato colpito nei propri affetti famigliari per effetto delle stragi degli anni '80".

A oggi, l'unico procedimento giudiziario conclusosi con sentenza definitiva in Italia sul caso Ustica è quello che ha mandato assolti due generali dell'Aeronautica accusati dai magistrati di aver compiuto despistaggi sulla vicenda.

Nel 2008, l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga disse che ad abbattere il Dc9 dell'Itavia fu un missile sparato da un caccia francese, e la Procura di Roma, scrissero i media aprì un fascicolo, ascotando come testimoni lo stesso Cossuga e l'ex premier e ministro dell'Interno Giuliano Amato.

Cossiga aveva dichiarato che "furono i nostri servizi segreti che, quando io ero presidente della Repubblica, informarono l'allora sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della marina, a lanciare un missile non a impatto, ma a risonanza. Se fosse stato a impatto non ci sarebbe nulla dell'aereo".

Il volo civile, secondo una ricostruzione che anche Cossiga ha offerto, sarebbe stato abbattuto perché si trovava in prossimità di un aereo su cui volava il presidente libico Muammar Gheddafi, uscito indenne dall'attacco perché informato in precedenza dal Sismi, il servizio segreto militare italiano.

COMUNICATO STAMPA

17 gennaio 2007-- Luca Claudio sindaco di Montegrotto Terme

USTICA e la sentenza di questi giorni sono lo specchio di un’Italia che non amiamo, che non vogliamo, che non appartiene al popolo italiano, un Paese con “ombre” che pesano come macigni nei cuori dei familiari di vittime innocenti che non un crudele destino ha tolto ai propri cari, ma l’uomo, per un disegno o per un errore… Non dobbiamo saperlo.

Mi unisco allo sconforto e al dolore di quei familiari e come sindaco ho già interpellato l’onorevole Filippo Ascierto e il senatore Maurizio Saia, i quali hanno già accolto la mia richiesta, chiedendo loro di presentare una specifica interrogazione parlamentare in merito ad una sentenza che è troppo riduttivo definire vergognosa e inaccettabile.

Per noi Ustica non è stata una tragedia, bensì una strage, la morte improvvisa e violenta di tanti innocenti; per la Giustizia Italiana invece la colpa di quella strage “NON SUSSISTE”; per gli italiani SUSSISTE eccome, gli occhi bruciano come quel giorno, SUSSISTE la realtà di tante famiglie distrutte, SUSSISTE il marchio di vergogna che pesa sulle Istituzioni, SUSSISTE in noi italiani la sfiducia in quelle Istituzioni, SUSSISTE un potere occulto di insabbiare fatti e prove, ma soprattutto SUSSISTE la consapevolezza sempre più fondata che in Italia ciò che oggi NON SUSSISTE è sicuramente la GIUSTIZIA!


COMUNE DI MONTEGROTTO TERME
PROVINCIA DI PADOVA
Piazza Roma, 1 -
Ufficio Stampa 27 giugno 1980 – STRAGE DI USTICA – ANCHE DUE CITTADINI DI MONTEGROTTO PERSERO LA VITA.

28 anni fa, nel cielo di Ustica, 81 persone persero la vita a causa di una tragedia e vergogna nazionale a tutti noi nota. Tra queste persone due erano cittadini di Montegrotto, marito e moglie, LACHINA Giuseppe e REINA Giulia.
In questo triste anniversario, ancor più triste per la vergogna che mai giustizia è stata fatta, il Comune di Montegrotto Terme ricorderà questa strage e in particolare queste due vittime, nel Consiglio Comunale che si terrà domani alle 19.00 presso il Palazzo del Turismo e verrà osservato un minuto di silenzio.
Saranno presenti alcuni familiari delle vittime se pur la commemorazione ufficiale del triste anniversario si svolgerà per l’intero giorno a Bologna.
In questi giorni il ricordo delle vittime di Ustica appare anche nei tabelloni luminosi della città.
Una strage senza colpevoli è quanto di più straziante e inaccettabile possano provare i familiari delle vittime innocenti di quella strage. Purtroppo la nostra città ha perso, in quella
che fu una vera e propria azione militare criminale, due cittadini la cui famiglia ancora risiede nel nostro Comune.
Sono state spese tante parole e versate tante lacrime per questa immane ingiustizia che ancora non bastano a dare pace a quanti hanno sofferto; per questo è nostro desiderio ricordarli non solo negli anniversari, ma conferendo una continuità al loro ricordo.
Nella nuova pianificazione del territorio sarà pertanto previsto di dedicare una via ai due cittadini di Montegrotto che persero la vita nel cielo di Ustica oltre alla collocazione di una targa o un cippo in loro memoria.
Conosco la sensibilità dei nostri cittadini e sono certo che concorderanno con questa iniziativa, per non dimenticare e per non stancarsi mai di chiedere giustizia.
27 giugno 2008 ---Luca Claudio Sindaco di Montegrotto Terme

ho letto il commento di Linda nel post del blog Il Regno degli Invisibili
sono erica del blog Pensieri in Libertà http://blog.pupazzipensieri.it
vi sono vicina e anch'io come voi provo rammarico rabbia ed indignazione x la vergognosa sentenza dei giorni scorsi riguardo ad Ustica
io ho provato il vostro stesso dolore x un'altra strage , quella di Bologna, dove morì un mio vicino di casa, papà di un mio compagno d'infanzia, e anche x quella strage nulla è stato fatto non vi è democrazia se non vi è giustizia e in Italia succede questo purtroppo e sempre
un saluto con tanto affetto erica

Cara Linda,
tu non sarai mai sola.
Siamo in tanti,una moltitudine, ad essere così si tratta solo di "crederci" ed unire ogni energia degli onesti, in un percorso comune e trasversale ad ogni pensiero politico.
Quando sento divagare sulle ideologie morte (permettimi di usare un termine poco gentile)mi scompiscio dalle risate.
Cavolo qui è morta la politica e non l'ideologia!
Parlo della politica che decide per e non sulla gente,parlo di una politica che sappia risolvere e soprattutto proteggere le decisioni prese(comprese quelle giudiziarie)parlo di una politica che non c'è ma che potrebbe nascere se riusciamo a comprendere che lo sforzo comune deve essere trasversale e non di parte,perchè se ci presentiamo sempre divisi, saremo sempre bollati di essere faziosi,finendo per fare,inevitabilmente, l'interesse di quelli che, ingiustamente, deleghiamo a rappresentarci.
Solo così potremo ripistinare la legalità e ridare quella serenità di giudizio che lo stato italiano,attraverso tutte le sue istituzioni,sembra avere smarrito.
Fatto questo, e ripristinata l'uguaglianza dei diritti ,potremo tornare, ad essere fieri di appartenere alla politica.
Ognuno come gli pare!
Anche se non mi piace sponsorizzare o strumentalizzare noi ci proviamo.
Il percorso sarà tortuoso e difficile ,non necessariamente lungo,ma in grado di trasformare la semplice e ,molto spesso,vana speranza in certezza di GIUSTIZIA assoluta.
Linda,perdona l'uomo che,posto a giudice diventa asservito o pavido,perchè la colpa è solo della nostra stupidita.
Voi non sarete mai soli.
Un abbraccio fraterno
Valfredo
Gentile Sig.ra La China,
mi scuoso anticipatamente se le invio questa mail sulla sua casella di posta adibita alle attività lavorative ma è l'unica che ho trovato in rete e dopo aver letto della sua personale vicenda umana non ho potuto esimermi dal cercarla per comunicarle la mia solidarietà e il mio profondo sdegno per come vergognosamente la vicenda relativa all'abbattimento del DC9 si è conclusa.

Mi rendo perfettamente conto che questa mia mail sia priva di valore ma sappia che questa vicenda può essere insabbiatta tra le carte giudiziare ma non cancellata dalla memoria anche di chi come me ha solo 26 anni.

Signora sappia che i suoi genitori nn sono partiti in quanto il loro ricordo vive attraverso la sua memoria e la memoria collettiva.

Se mai avrò dei bambini racconterò loro di quella triste vicenda e farò si che sfoglino le pagine del Libro cui lei ha contribuito.

Le invio un caloroso abbraccio
Roberto S.

COMUNICATO STAMPA

17 gennaio 2007

Luca Claudio sindaco di Montegrotto Terme

USTICA e la sentenza di questi giorni sono lo specchio di un’Italia che non amiamo, che non vogliamo, che non appartiene al popolo italiano, un Paese con “ombre” che pesano come macigni nei cuori dei familiari di vittime innocenti che non un crudele destino ha tolto ai propri cari, ma l’uomo, per un disegno o per un errore… Non dobbiamo saperlo.

Mi unisco allo sconforto e al dolore di quei familiari e come sindaco ho già interpellato l’onorevole Filippo Ascierto e il senatore Maurizio Saia, i quali hanno già accolto la mia richiesta, chiedendo loro di presentare una specifica interrogazione parlamentare in merito ad una sentenza che è troppo riduttivo definire vergognosa e inaccettabile.

Per noi Ustica non è stata una tragedia, bensì una strage, la morte improvvisa e violenta di tanti innocenti; per la Giustizia Italiana invece la colpa di quella strage “NON SUSSISTE”; per gli italiani SUSSISTE eccome, gli occhi bruciano come quel giorno, SUSSISTE la realtà di tante famiglie distrutte, SUSSISTE il marchio di vergogna che pesa sulle Istituzioni, SUSSISTE in noi italiani la sfiducia in quelle Istituzioni, SUSSISTE un potere occulto di insabbiare fatti e prove, ma soprattutto SUSSISTE la consapevolezza sempre più fondata che in Italia ciò che oggi NON SUSSISTE è sicuramente la GIUSTIZIA!

 








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