Lettere di Solidarietà - Strage di Ustica

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Lettere di Solidarietà

LETTERE

Buon Giorno,
mi chiamo Giacomo.
Nel giugno 2008 Andrea, Ermes ed io avevamo scritto e registrato una canzone dedicata alla triste e spaventosa strage di Ustica. L'abbiamo fatta a livello amatoriale, con strumentazione propria ma sopratutto è stata scritta, suonata e interpretata con il cuore. Magari la musica potrebbe non piacere ma il testo è veritiero ed  esprime molta forza.
Non cerchiamo pubblicità ma tentiamo solo di portare avanti la Vostra causa con i nostri  piccolissimi mezzi. Siamo solidali con voi al 100% e cerchiamo tutti la verità. la canzone della strage di Ustica

Distinti saluti
Scale Distorte

Porgo il mio abbraccio a tutti voi parenti delle vittime della strage di Ustica. Un abbraccio di un cittadino semplice... ma ceramente più sincero del solitodiscorso di circostanza rispolverato ogni anno dalle varie cariche dello stato, in primis il presidente della repubblica che anche quest'anno non ci ha risparmiati della sua pagliacciata, esortando le istituzioni competenti a prodigarsi nel far piena luce sull'accaduto, dando un nome ai colpevoli... Forse questo signore si dimentica che Lui stesso è in possesso di tali poteri??!!! Ah sì, certo, ora non ha tempo per dedicarsi a tale causa.... ora tutto quello che ha per la testa è telefonare e mandare messaggi alla nazionale di calcio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CHE SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

vi abbraccio tutti,
Luca (Verona)

Io sono un semplice cittadino come tanti... il 27 giugno 1980 ero un bambino che non aveva ancora compiuto 7 anni, ero felice perchè mi apprestavo a passare la prima nottata nella casa nuova... e poi ricordo il giorno successivo le immagini dei soccorsi nel mare di Ustica trasmesse dalla tv che mi sono rimaste dentro. All'epoca non capivo... è normale, un bambino non può capire quanto meschino possa essere l'uomo... Poi nel corso degli anni ho letto molto riguardo questa vergognosa pagina della nostra storia che mi ha colpito moltissimo e naturalmente ho visitato anche il museo della memoria. Ogni anno, in occasione della ricorrenza della strage, scrivo sempre all'associazione o talvolta alla senatrice Bonfietti per far pervenire, nel mio piccolo, per quanto possa servire, il mio personale abbraccio a tutti voi parenti delle vittime. Se potessi, presenterei la mia vicinanza e solidarietà ad ognuno di voi direttamente, per farvi sentire che se da una parte qualcuno tende a  "dimenticarsi" questo fatto dolorosissimo (oggi, oltre ai soliti messaggi di facciata da parte dello stato, seguendo i tg non mi pare che molti media siano impazziti per ricordare l'anniversario..) dall'altra parte, la gente comune non dimentica avvenimenti che girdano vendetta al cielo.   Ecco perchè ho deciso di scriverLe al suo indirizzo personale. Mi sentivo di fare così... spero di non aver varcato troppo la linea che giustamente impone di rispettare l'immane sofferenza che custodite nel cuore... spero di non essere stato troppo invadente... avevo solo una gran voglia di dirvi che la gente non dimentica... che anche se non ci conosciamo personalmente, noi siamo qua... con voi...

Buongiorno, le invio il pezzo pubblicato sull’edizione web di Libero.
Vergognoso e inaccettabile. Sono 32 anni che Daria Bonfietti, presidente del comitato delle vittime, usa queste due parole per definire la mancanza di verità su quanto accaduto nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980. Un aereo cadde in mare e 81 persone persero la vita. Ma ancora oggi una verità ufficiale non c'è. E lo Stato ha avuto pure la sfrontatezza di bloccare i 100 milioni di euro di risarcimento ai familiari dei morti.
Anche questa volta, come in tutti gli anni precedenti, sono stati molti i politici che hanno dedicato discorsi o scritto messaggi per commemorare le vittime del Dc9 Itavia e per chiedere la verità. Tra loro, i due più alti in carica sono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini. "E' indispensabile che le istituzioni tutte profondano ogni  sforzo, anche sul piano dei rapporti internazionali, per giungere a  una compiuta ricostruzione di quanto avvenne quella drammatica notte nei cieli di Ustica e favoriscano lo svolgimento delle difficili indagini tuttora in corso" ha detto questa mattina Napolitano. E Fini poco dopo: "E' necessario l'impegno delle Istituzioni nella ricerca di tutte le circostanze e le responsabilità che hanno causato quella dolorosa pagina della storia recente del nostro Paese, contribuendo a ristabilire una piena fiducia nello Stato e nella sua capacità di difendere sempre i valori della legalità".
Parole al vento, pronunciate perchè bisogna farlo ogni maledetto 27 giugno. Sia Napolitano che Fini parlano di "Istituzioni", di "sforzo", di "impegno". E chi sono le "istituzioni"? Loro. E chi dovrebbe fare questo sforzo? Loro. Sono la prima e la seconda carica dello Stato: chi più di loro (presidente del Consiglio a parte) può mettere il suo "peso" istituzionale e internazionale al servizio di quanti chiedono la verità per Ustica? Napolitano è al Colle da sette anni, Fini alla guida di Montecitorio da cinque, dopo essere stato ministro (anche degli Esteri!) e vicepresidente del Consiglio. In tutti questi anni, a giudicare dai progressi sulla strada della verità, non hanno fatto nulla o quasi. Si vergognino, anzichè parlare al vento.

Oggi pomeriggio io e mia moglie, insieme ai nostri figli di 22 e 19 anni abbiamo visto la puntata di Blu Notte condotta da Carlo Lucarelli, naturalmente su DVD perché la tv di stato, nonostante ci martelli con lo spot per il pagamento del canone riempe i palinsesti con programmi vuoti e deleteri, tralasciando la possibilità ed il dovere di tenere vivo il ricordo dei fatti dolorosi da voi vissuti in prima persona. Con questa mia lettera voglio farvi sentire la vicinanza di una famiglia di cui padre e madre conoscono questa triste storia per averla conosciuta in quanto contemporanei, l'importante è che la memoria di questa vergogna nazionale venga costantemente fatta conoscere alle nuove generazioni, come io e mia moglie stiamo facendo con i nostri figli, non ancora nati all'epoca dei fatti. Vorrei descrivervi i sentimenti di emozione e rabbia che si leggevano negli occhi dei miei ragazzi nello scorrere di questa triste vicenda, e sono convinto che un domani anche loro continueranno con i loro figli nello sforzo di tenere viva la memoria e non dimenticare o far dimenticare questa tragedia alle generazioni future.
Non so se queste mie parole potranno servire a lenire il vostro dolore, ma sicuramente sono convinto che saranno di ulteriore sprono per continuare questa impari battaglia che vi vede in prima persona e ci vede come cittadini incrociare le armi, a volte spuntate che la giustizia e la Costituzione ci mettono a disposizione.

Un caloroso abbraccio a tutti voi da Guerino, Andrea, Luca e Daniela Demetrio
P.S. Non mollate mai fate in modo che prima o poi la giustizia degli uomini possa trionfare.

Non ero ancora nata quando una delle più gravi tragedie italiane è avvenuta, quel 27 giugno 1980. Eppure ricordo con precisione la prima volta che, quando ero bambina, mia madre me ne parlò... non parlò di "incidente" o "fatalità". Mi disse "l'aereo che è stato abbattuto". Noi tutti, tutti gli italiani, anche quelli come me che nel 1980 neppure erano nati, sanno cosa è successo al DC-9, nonostante quello che qualcuno vorrebbe farci credere, probabilmente gli stessi che per 30 anni hanno depistato le indagini. Ma l'Italia non dimentica e non si farà ingannare.

Con tutta la mia solidarietà e affetto,
Elena

Premetto che sono un esperto in niente. Quindi quella che segue è solo una congettura. Basata sul tentativo di immaginare cosa sarebbe successo se.... Se il DC9 fosse atterrato regolarmente a Palermo, alcuni passeggeri e sicuramente i piloti avrebbero potuto raccontare di aver visto qualcosa di incredibile. Non ho letto molto di questo caso ma ho l’impressione che la mole di energia profusa per tamponare ogni possibile spiraglio di verità sia l’indizio più consistente. Un pilota militare non può scambiare un aereo di linea per un aereo militare. Anche la storia dell’aereo andato a nascondersi sotto la pancia del DC9 è per me ridicola. Purtroppo il DC9 si è trovato nelle vicinanze di un evento che doveva rimanere sconosciuto alla pubblica opinione. Dopo 32 anni è pressoché rimasto tale. Non lo sarebbe se il DC9 fosse atterrato a Palermo.

Raimondo.

…oggi la Cassazione vi ha ripagato con una piccola soddisfazione, annullando di fatto una parte delle menzogne di questi governi burattini.

Sono passati 33 anni, un periodo lungo una vita, molti personaggi che hanno vissuto direttamente quell'esperienza e che sapevano e potevano dire sono ormai scomparsi, ma non arrendetevi. Continuate a lottare per la verità, voi rappresentate quella parte di Italia che vorremo vedere e sentire parlare tutti i giorni.

Un cittadino italiano
Roberto P.

Nonostante il vostro dolore che MAI nessuno attenuerà, la giustizia DEVE essere fatta...oggi è stata una giornata importante, ma spero che non sia l'ultima riguardo questa storia che struggerà per sempre il cuore di molti italiani e purtroppo, irrimediabilmente, quello di voi parenti!

Un abbraccio
Andrea F.

Buonasera,
la tragedia di Ustica, così come tante altre accadute nel nostro Paese, ha da sempre suscitato in me una particolare sensazione di "rigetto" nei confronti di uno Stato che non è in grado di difendere e dare giustizia a dei propri cittadini innocenti morti. Quest'oggi, leggendo i vari articoli che parlano della sentenza pronunciata dalla Cassazione in merito al risarcimento delle vittime della tragedia, ho appreso che lo Stato Italiano aveva fatto ricorso contro questa richiesta.
Ecco, il senso della presente è solamente per dissociarmi, in quanto cittadino di questo Stato, nel modo più netto e forte dalla decisione presa dallo Stato Italiano, che in questo caso non ha rappresentato assolutamente né la mia linea di pensiero né la mia etica personale.
Mi auguro, così come credo lo facciano tutti gli italiani seri ed onesti, che molto presto la verità sulla morte dei vostri cari venga alla luce e spero con tutto il cuore che chi ha depistato, ingannato ed oltraggiato i familiari delle vittime, le vittime stesse e tutti noi italiani con tutte le menzogne di questi anni paghi fino all'ultimo tutto il male che ha fatto.

Vi invio i miei più cari saluti,
Daniele P.

Quali e quanti sono i vari testimoni "SUICIDATI" da mani oscure e quasi sicuramente complici dello Stato Italiano?

Michele

Signori.
Capisco che per voi la sentenza di ieri è stata solo una piccola goccia che lenisce il vostro immenso dolore, ma io mi sento un pò meglio e, se può essere ancora possibile, ancora un pò più vicino a voi......a tutti noi.

Alessandro S.

ho letto le ultime notizie sulla strage e vi sono vicino come non mai, ho SEMPRE creduto nel missile e nonostante tutti i depistaggi sono sempre rimasto convinto delle infamie che da Cossiga in poi sono state dette e fatte su quei morti e insieme a loro ci metto tutti gli uomini dall’ aviazione che via via sono morti perché sapevano troppo e NON dovevano dire nulla; 2 per tutti, gli aviatori della Pattuglia Acrobatica che erano in volo quel giorno e che sono fatti saltare in aria a Ramstein.

Sono nel cuore di tutti !
Marco V.
Firenze

Care Persone e Care Famiglie,
Ieri sera ho sentito alla radio RTL 102,5 della sentenza della Cassazione. Era ora !!!
Il ns. è proprio uno strano paese.
Ci volevano davvero così tanti anni per arrivare a confermare quel che già in tutto il mondo (in Europa certamente) era noto ?
E poi già il Tribuanle di Palermo aveva fatto chiarezza !  
Il caso di ustica lo conosco....ero un bambino.
Ho sempre pensato alle Persone che aspettavano quell'aereo che non arrivava, non arrivava mai.
Permettetemi, anche se non Vi conosco, di abbracciarvi tutti quanti.
Permettetemi anche di sperare che questa sentenza possa portare un qualche sollievo nei Vostri Cuori.

Ciao.
Un papà.
Giorgio B.

Soddisfazione per il lavoro svolto dalla magistratura. In particolar modo per quei giudici che ti sono impegnati.
Il dovere/diritto di giustizia viene molto al di sopra a qualsiasi argomento risarcitorio. Bisogna tener presente che questa sentenza della cassazione ci riguarda in maniera indiretta essendo collegata ad un procedimento di altri familiari che prima di tutti, in maniera autonoma hanno condotto una battaglia legale identica alla nostra ma prima di noi.

E’ una soddisfazione vedere riconosciuta la validità delle motivazioni addotte in sede giudiziaria.
2- aspettiamo che questa pronuncia della cassazione estenda i suoi effetti anche sul processo che vede coinvolti anche noi.  Per lo stesso argomento la giustizia non credo possa avere opinioni di volta in volta diverse.
3- penso che le indagini sono ferme per la mancanza di volonta’ politica. Non credo che le rogatorie internazionali avranno mai una risposta se i nostri politici continueranno a non far sentire in loro peso
Non avremo mai risposte da nessuno se i nostri politici non sentono il dovere di chiedere il rispetto dei nostri morti. Non deve esistere alcun ostacolo a chi indaga sulla violazione della nostra terra e dei nostri cittadini.
4- E’ chiaro che la ricerca della verità deve continuare. E’ dove di ogni italiano lottare per ottenere il rispetto di principi fondamentali della nostra liberta’. Tutti i grand’uomini che ci hanno dato la patria e laliberta’ si rivolterebbero nella tomba nel vedere che noi consegniamo ai nostri figli una nazione senza dignità.

Ivano L.

Sono passati 33 anni, un periodo lungo una vita, molti personaggi che hanno vissuto direttamente quell'esperienza e che sapevano e potevano dire sono ormai scomparsi, ma non arrendetevi. Continuate a lottare per la verità, voi rappresentate quella parte di Italia che vorremo vedere e sentire parlare tutti i giorni.

Un cittadino italiano
Roberto P.

Misteri d’Italia
Si è stufi ormai!
È indegno ed oltraggioso, a più di trent’anni di distanza, essere ancora orfani di verità nascoste.
Un semplice esempio banale: cosa è successo al DC9 Alitalia nel cielo di Ustica?
Gli specialisti del settore non concordano. Forse una bomba a bordo, forse un missile di un mig libico? Chissà! Forse le cose sono andate diversamente.  Magari un aereo amico, francese o americano a lanciare il fatidico missile? Voci, solo e soltanto voci. Sarà stato poi un sommergibile americano con un siluro a rendere irriconoscibile e difficile decifrare e interpretare l’aereo, giacché non era ancora affondato nel mare di Ustica?
Voci, solo e soltanto voci. Mah! Sul cielo della Sila c’è stato uno scontro a fuoco tra mig non identificati; uno era libico ed è stato abbattuto. Ma da chi?  Il pilota è stato sottoposto ad autopsia, cosa necessaria e doverosa. Perché allora il medico incaricato è stato malmenato ed eliminato dal caso e fu fatto sostenere un nuovo esame autoptico a un altro medico compiacente con servizi americani? Forse era ancora vivo il pilota dell’aereo libico abbattuto?  Voci, solo e soltanto voci. Fantasticherie. Unica certezza e il dolore che ogni famiglia si porta dentro il cuore ancora in cerca di una giustizia che fatica a trovare. Qui siamo in Italia, con mille versioni per una verità. Ma quale?
Misteri d’Italia.

Cosim P.
(articolo pubblicato dal giornale "la Riviera" il 18 dicembre 2011)

Non ci sono parole per definire lo schifo dell'ultima sentenza.
E' la morte di nuovo di tutte le vittime della strage, ma cosa si può fare?
Solo detestarli....
Sono con voi...

Gianni

è una VERGOGNA!!!!!!!

come sempre gli assassini si nascondono. perdonate lo sfogo, ma è una vergogna per l'Italia.

Ho letto il commento di Linda nel post del blog Il Regno degli Invisibili
sono erica del blog Pensieri in Libertà (
http://blog.pupazzipensieri.it)
vi sono vicina e anch'io come voi provo rammarico rabbia ed indignazione x la vergognosa sentenza dei giorni scorsi riguardo ad Ustica
io ho provato il vostro stesso dolore x un'altra strage, quella di Bologna, dove morì un mio vicino di casa, papà di un mio compagno d'infanzia, e anche x quella strage nulla è stato fatto non vi è democrazia se non vi è giustizia e in Italia succede questo purtroppo e sempre

un saluto con tanto affetto
erica

COMUNICATO STAMPA
USTICA e la sentenza di questi giorni sono lo specchio di un’Italia che non amiamo, che non vogliamo, che non appartiene al popolo italiano, un Paese con “ombre” che pesano come macigni nei cuori dei familiari di vittime innocenti che non un crudele destino ha tolto ai propri cari, ma l’uomo, per un disegno o per un errore… Non dobbiamo saperlo.
Mi unisco allo sconforto e al dolore di quei familiari e come sindaco ho già interpellato l’onorevole Filippo Ascierto e il senatore Maurizio Saia, i quali hanno già accolto la mia richiesta, chiedendo loro di presentare una specifica interrogazione parlamentare in merito ad una sentenza che è troppo riduttivo definire vergognosa e inaccettabile.

Per noi Ustica non è stata una tragedia, bensì una strage, la morte improvvisa e violenta di tanti innocenti; per la Giustizia Italiana invece la colpa di quella strage “NON SUSSISTE”;

per gli italiani SUSSISTE eccome, gli occhi bruciano come quel giorno,

SUSSISTE la realtà di tante famiglie distrutte,

SUSSISTE il marchio di vergogna che pesa sulle Istituzioni,

SUSSISTE in noi italiani la sfiducia in quelle Istituzioni,

SUSSISTE un potere occulto di insabbiare fatti e prove, ma soprattutto

SUSSISTE la consapevolezza sempre più fondata che in Italia ciò che oggi NON SUSSISTE è sicuramente la GIUSTIZIA!

17 gennaio 2007
Luca Claudio
Sindaco di Montegrotto Terme

Cara Linda,
tu non sarai mai sola.
Siamo in tanti, una moltitudine, ad essere così si tratta solo di "crederci" ed unire ogni energia degli onesti, in un percorso comune e trasversale ad ogni pensiero politico.
Quando sento divagare sulle ideologie morte (permettimi di usare un termine poco gentile)mi scompiscio dalle risate.
Cavolo qui è morta la politica e non l'ideologia!
Parlo della politica che decide per e non sulla gente,parlo di una politica che sappia risolvere e soprattutto proteggere le decisioni prese(comprese quelle giudiziarie)parlo di una politica che non c'è ma che potrebbe nascere se riusciamo a comprendere che lo sforzo comune deve essere trasversale e non di parte,perchè se ci presentiamo sempre divisi, saremo sempre bollati di essere faziosi,finendo per fare,inevitabilmente, l'interesse di quelli che, ingiustamente, deleghiamo a rappresentarci.
Solo così potremo ripistinare la legalità e ridare quella serenità di giudizio che lo stato italiano,attraverso tutte le sue istituzioni,sembra avere smarrito.
Fatto questo, e ripristinata l'uguaglianza dei diritti, potremo tornare, ad essere fieri di appartenere alla politica.
Ognuno come gli pare!
Anche se non mi piace sponsorizzare o strumentalizzare noi ci proviamo.
Il percorso sarà tortuoso e difficile, non necessariamente lungo,ma in grado di trasformare la semplice e ,molto spesso,vana speranza in certezza di GIUSTIZIA assoluta.
Linda,perdona l'uomo che,posto a giudice diventa asservito o pavido,perchè la colpa è solo della nostra stupidita.
Voi non sarete mai soli.

Un abbraccio fraterno
Valfredo

Gentile Sig.ra Lachina,
mi scuoso anticipatamente se le invio questa mail sulla sua casella di posta adibita alle attività lavorative ma è l'unica che ho trovato in rete e dopo aver letto della sua personale vicenda umana non ho potuto esimermi dal cercarla per comunicarle la mia solidarietà e il mio profondo sdegno per come vergognosamente la vicenda relativa all'abbattimento del DC9 si è conclusa.
Mi rendo perfettamente conto che questa mia mail sia priva di valore ma sappia che questa vicenda può essere insabbiatta tra le carte giudiziare ma non cancellata dalla memoria anche di chi come me ha solo 26 anni.
Signora sappia che i suoi genitori nn sono partiti in quanto il loro ricordo vive attraverso la sua memoria e la memoria collettiva.
Se mai avrò dei bambini racconterò loro di quella triste vicenda e farò si che sfoglino le pagine del Libro cui lei ha contribuito.

Le invio un caloroso abbraccio
Roberto S.

Prima di ogni altra cosa vorrei manifestare a tutti i parenti di quelle povere vittime innocenti tutta la solidarietà e il dolore che ho pro vato fin da quel lontano giorno di trent'anni fa. E penso anche sia doveroso dirvi che non ho mai dimenticato e non dimenticherò mai quel tragico giorno. Ma se mi sono deciso a scrivervi è per manifestare la mia profonda indignazione per le farneticazioni di questo "esperto di affari militari" che risponde al nome di Luttwak. Già di per sè è allucinante che costui abbia potuto coniare un verbo come "usticare" (senza rendersi conto, ovviamente, di quanto profondamente abbia mancato di rispetto alle vittime ed ai loro familiari; oppure, rendendosene conto ma fregandosene altamente) ma poi, non pago di tanta scelleratezza, si permette anche di ironizzare sul lavoro del giudice Priore sparando una sequela inimmaginabile di stupidaggini sulle indagini da lui svolte, sul segreto militare, sulla CIA e sulla dinamica dell'incidente. Sono furioso!
Non commento quello ha detto nei giorni scorsi Giovanardi anche perchè prendersela con lui sarebbe un po' come sparare sulla Croce Rossa: da tempo abbiamo avuto modo di "apprezzarne" i consistenti limiti, per cui ... lasciamolo pure bofonchiare al limite dell'incomprensibile sulla sua fantomatica bomba a bordo e sulle altre amenità di cui saltuariamente vorrebbe renderci partecipi.

Ma è mai possibile che ancora oggi siamo a questo punto?!!!
Ma cosa credono, che si stia cercando una vendetta? Qualcuno da poter maledire?
Non credo si tratti di questo. Credo si tratti fondamentalmente di un discorso di ... dignità. La verità ci spetta di diritto e ci spetta anche che questo stato, questa Repubblica - per quanto svilita dai comportamenti di personaggi di potere quantomeno discutibili - ci tuteli, tuteli i suoi cittadini, li difenda, anche dai comportamenti posti in essere da nazioni più o meno amiche. Bene ha fatto il nostro presidente Napolitano a prendere posizione ma ... e gli altri? Il presidente del consiglio, gli ex-presidenti della repubblica che parlano a scoppio ritardato e senza andare a fondo (Cossiga), De Michelis che ancora oggi ha il coraggio di definire 81 persone (dico ottantuno!!!) ... "collateral damages" . Sono sconvolto, avvilito, frustrato da tanta mancanza di rispetto, dal qualunquismo strisciante, dall'arroganza e dalla pochezza di tanti personaggi.
Chiedo scusa per i toni ma ascoltare certe parole, vedere certi atteggiamenti... mi ha profondamente scosso. Non riesco a cancellare dalla mia mente quell'aereo ricomposto nei suoi vari pezzetti lacerati e a pensare a tutti quelli che oggi non ci sono pi ù... e mi scoppia nella testa un "perchè?" così lacerante che fa male. Fa m olto male.

Un sincero abbraccio a tutti voi dell'associazione.
Carlo M.

Carissimi,
sono Grazia, di Catania, e vi scrivo per dirvi che siamo tutti vittime di quella maledetta "strage di Ustica".
Lo sono stati i vostri cari, su quell'aereo. Lo siete ancora voi, in questo pianto senza fine. Lo sono stati tutti quei preziosi testimoni morti "in circostanze misteriose" negli anni seguenti, senza una spiegazione. Lo è stato questo Paese troppo vigliacco, lecchino e schiavo per far prevalere la giustizia VERA sulle alleanze economiche e politiche internazionali, anche dopo tanti anni. Lo sono stata anche io, nel mio piccolo, perchè avevo 6 anni quando vidi quelle terribili immagini in TV e da allora non ho mai più preso un aereo ... e la mia fobia del volare mi sta bloccando in tanti campi ancora oggi.
Ma sono vittime anche tutti quegli italiani nati dopo il 1980 ... e tutt'oggi presi in giro da telegiornali e dichiarazioni politiche che si ostinano a chiamare quello di Ustica un tragico incidente, quando invece basta andare su internet e fare "due più due" per capire che è stato pluri-omicidio. Forse non voluto, ma certo nascosto e mai punito in seguito.
Sono passati 30 anni.... anche i bambini lo sanno che c'è tanto marcio in questa storia. Quando la smetteranno di considerarci dei cretini?? Quando cominceranno a rispettare la nostra dignità consegnandoci la verità ??

Con infinito affetto,
Grazia M

Ho assistito al vergognoso conio del verbo Usticare nello speciale di ieri sera su LA7 da parte del Sig. Luttvak. Sono mortificato.
Non sono coinvolto direttamente in questa strage se non per il fatto di essere stato un adolescente di 14 anni testimone in quei giorni, insieme a tanti altri italiani spettatori dei telegiornali serali e lettori dei quotidiani nazionali, della notizia della scomparsa dagli schermi radar, di un’aereo nel mar tirreno quel 27 giugno del 1980.
“Scomparsa dagli schermi radar” terminologia tecnica, asettica, estranea allo straziante dolore di un mancato arrivo di un figlio, fratello, parente, amico.
Straziante dolore che inizia con l’attesa di quell’arrivo che si prolunga nel tempo, e con il tempo che passa in alcuni si fa spazio la consapevolezza dell’invano attendere altri vengono proiettati in una dimensione in cui quell’attesa del proprio caro diventa l’unica ragion d’esistere.
Per tutti gli altri, quelli che come me, testimoni ignari del tempo che vivevamo, hanno appreso che l’aereo scomparso era caduto in mare con il suo prezioso carico di affetti, speranze, sogni, concentrati in ciascuna degli 81 essere viventi, in tutto e per tutto miei simili, simili del Sig. Luttvak le cui parole leggere hanno offeso l’umanità, l’attesa è divenuta quella della verità offesa (nei fatti) da una presunta ragion di stato a cui taluni danno la stessa dignità etica, e si permettono dunque di barattarla, sulla pelle degli altri, in cambio del dolore di 81 famiglie e del loro diritto di conoscere ogni singolo particolare di ciò che avvenne quella sera e che strappò le vite di quelle persone, cristianamente nostri fratelli!
Invece in questi anni abbiamo appreso come taluni si siano prodigati nel distorcere la realtà utilizzando mezze verità talora, manomettendo gli elemti di prova, con il sospetto che possa esserci stata un’azione ancor più decisa nel depistare con azioni addirittura eversive.
Ma ripeto, non sono nessuno, sono stato solo un testimone in questi 30 anni, nemmeno privilegiato, uno tra i tanti che come tanti altri non può trattenere le lacrime quando pensa a quelle vittime, ai sopravissuti e a come persone senza scrupoli si permettono di martoriarle ulteriormente.
Uno tra i tanti che a 30 anni di distanza, con questa nuova prospettiva che il tempo ha concessso a tutti noi, si chiede perché, per chi e da chi la strage del 2 Agosto del 1980 della stazione di Bologna. Ormai a distanza di tanti anni nella mia mente cominciano a crearsi associazione strane tra quelle due stragi, altre menti malate come la mia, si permettono di seminare dubbi su alcune morti, avvenute in un arco di tempo abbastanza ristretto, avendo tutte in comune quella di coinvolgere potenziali testimoni, quelli si privilegiati, di un fatto, evidentemente, indicibile e di fatto no detto; morti che annoverano incidenti di volo tra i massimi professionisti del volo (ma gli incidenti posso capitare), suicidi “in ginocchio” com un servitore del vero stato ha brillantemente sintetizzato.
Perdonatemi lo sfogo.
Voglio solo dirvi che io, in questi 30 anni, mi sono ritrovato in quella massa silenziosa che, insieme a voi, ha sofferto per l’assenza dell verità.
In realtà non solo per l’assenza della verità, nel mio piccolo mi sono immedesimato, per quello che ho potuto ma già sufficientemente straziante, nel genitore, nel fratello, nel figlio del caro scomparso da quegli schermi radar.

Sono coinvinto di esprimere lo stesso sentimento di mia moglie, dei miei figli (ancora piccoli, ma un giorno dovranno sapere) e dei miei amici più cari.

Ero piccola ma ricordo bene quel giorno. E soprattutto di questi anni ricordo lo stupore di fronte all'incapacità del nostro Stato di dirci la verità. Ancora oggi i parenti non hanno il diritto di ricordare i propri morti con un po' di pace.
Vi siamo vicini, e riteniamo questa verità un diritto di tutti.

Un abbraccio,
Anna

Secondo me, dopo le dichiarazioni di Cossiga, l'Italia dovrebbe fare pressioni sulla Francia a tutti i livelli, anche sull'opinione pubblica.
Secondo me potrebbe essere utile comprare una pagina di un quotidiano nazionale francese facendo un appello affinché chi (in Francia) sa qualcosa parli, dopo 30 di silenzio.

Enrico

Buona sera le scrivo questa mia con l'intento di portare solidarietà per la vostra causa, penso comunque che non si offenderebbe se scrivessi, la nostra causa. La vicenda della strage del 27 Giugno 1980 mi ha turbato molto, al tempo ero un ragazzo tredicenne......... con la testa fra le nuvole....... come tutti, o quasi, i tredicenni.
All'esame di terza media nella prova scritta di italiano scelsi fra i vari titoli a disposizione il tema libero proprio per scrivere dalla tragedia di Ustica. Il 27 Giugno 2010 ho pensato che quel tema di un ragazzino di tredicianni non ha età......insomma.......sono passati trentanni ma non è cambiato nulla.
Personalmente penso che in questa triste vicenda lo stato e la politica italiana abbiano dato prova a quanto tengano ai loro cittadini.......... e qui mi fermo, per rispetto di chi non c'è più e di chi ha vissuto questa strage in prima persona.

Grazie e buonasera.
Paolo C.
43 anni di Vicenza.

p.s. Al più presto farò una visita al Museo della Memoria.

Salve
allego il link di un ricordo, postato su un forum di fotografia:
http://www.nikonclub.it/forum/index.php?showtopic=175368
Sono un fotografo bolognese. Quel giugno di 30 anni fa ero poco più di un ragazzo ma l'emozione di quella tragedia non mi ha mai abbandonato.
Grazie per ciò che fate al fine di conservare la memoria.

Un abbraccio a tutti
Valerio

Gentili signori.
La verità è a un passo da noi.
Ma quel passo è da trent'anni che si aspetta di compierlo.
Perchè?
Forse perchè la verità è troppo imbarazzante, non per uno, ma per tanti.Tanti chi ?
Quei tanti che hanno taciuto e ancora tacciono sulla morte di 81 italiani, vittime involontarie sull'altare degli intrighi internazionali coperti poi, dal segreto di stato.

Cordialità
Fabio

Spettabile Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica,
Vi scrivo (sono un ragazzo siciliano di nome Angelo) perchè ho scritto una poesia che vorrei dedicare a tutti Voi:

Sete di giustizia e verità
che niente e nessuno potrà placare
se non l'accertamento di tutte le responsabilità
coinvolte in un'inutile strage da ricordare
per smuovere le coscienze e toccare la sensibilità
anche e soprattutto di coloro che cercano di ostacolare
che venga fatta piena luce su una triste ed amara realtà
Nella speranza di aver fatto una cosa a Voi gradita, nel ricordarVi che non siete soli e nell'augurarVi tanta pace e forza per continuare a lottare,

Vi porgo i miei più cordiali saluti.
Angelo

Ho letto la lettera di Elisabetta Lachina con partecipazione. Sì, la tragedia di Ustica mi appartiene, appartiene a tutti noi cittadini italiani, come ha espresso Elisabetta in modo così toccante, così lucido. Ogni anno da quel giorno anche per me è lutto, come sono lutto quelle stragi che hanno offeso il nostro Paese e che aspettano ancora una VERA giustizia.
Un forte abbraccio ai famigliari e a tutte quelle persone( magistrati, giornalisti..) che si sono battuti , si battono e si batteranno per la ricerca della VERITA'.

Carmen C.

Ero piccola ma ricordo bene quel giorno. E soprattutto di questi anni ricordo lo stupore di fronte all'incapacità del nostro Stato di dirci la verità. Ancora oggi i parenti non hanno il diritto di ricordare i propri morti con un po' di pace.
Vi siamo vicini, e riteniamo questa verità un diritto di tutti.

Un abbraccio,
Anna C.

Carissimi,
sono Grazia, di Catania, e vi scrivo per dirvi che siamo tutti vittime di quella maledetta "strage di Ustica".
Lo sono stati i vostri cari, su quell'aereo. Lo siete ancora voi, in questo pianto senza fine. Lo sono stati tutti quei preziosi testimoni morti "in circostanze misteriose" negli anni seguenti, senza una spiegazione. Lo è stato questo Paese troppo vigliacco, lecchino e schiavo per far prevalere la giustizia VERA sulle alleanze economiche e politiche internazionali, anche dopo tanti anni. Lo sono stata anche io, nel mio piccolo, perchè avevo 6 anni quando vidi quelle terribili immagini in TV e da allora non ho mai più preso un aereo ... e la mia fobia del volare mi sta bloccando in tanti campi ancora oggi.
Ma sono vittime anche tutti quegli italiani nati dopo il 1980 ... e tutt'oggi presi in giro da telegiornali e dichiarazioni politiche che si ostinano a chiamare quello di Ustica un tragico incidente, quando invece basta andare su internet e fare "due più due" per capire che è stato pluri-omicidio. Forse non voluto, ma certo nascosto e mai punito in seguito.
Sono passati 30 anni.... anche i bambini lo sanno che c'è tanto marcio in questa storia. Quando la smetteranno di considerarci dei cretini?? Quando cominceranno a rispettare la nostra dignità consegnandoci la verità ??

Con infinito affetto,
Grazia M.

Salve,
per cortesia fate pervenire alla presidente della Vostra associazione, On. Bonfietti, la mia ammirazione per la sua partecipazione alla trasmissione "In Onda".
Alla inattesa incapacità dei due giornalisti presenti in studio, si e' sostituita Lei, nel rispondere a Luttwak e De Michelis,
degni rappresentanti di cio' che la vostra associazione combatte da anni: un muro di menzogne.

Distinti Saluti

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