Poesie dei Ragazzi - Strage di Ustica

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Poesie dei Ragazzi

LETTERE
I ragazzi della classe 3G della Scuola secondaria di secondo grado "A. Volta" di Bologna, guidati dalla Prof.ssa Palmisano, dopo aver visitato il Museo per la Memoria, hanno voluto raccogliere i loro pensieri in brevi poesie. Le poesie sono il frutto di riflessioni profonde a seguito del laboratorio didattico svolto presso il Museo.

Un grazie di cuore a tutti i ragazzi e allo loro Prof. per questo REGALO, poesie stupende ed emozionanti.

Un grazie a tutti i professori, e ai loro ragazzi, che ogni anno inseriscono il Museo per la Memoria di Ustica nel loro percorso didattico, grazie a loro si mantiene VIVO il ricordo.

UN CIELO GRIGIO

Un cielo grigio
bagnato da un silenzio
una paura schiantata nel mare
i resti di un aereo innocente
il battito del cuore di 81 persone
una verità negata
e non trovata.
IL BATTITO DI UN RICORDO

Un’atmosfera che pulsa,
è il luogo del cuore.
Ricostruzione di una distruzione,
voci,
ricordi,
luci,
riflettono sui corpi,
diventano stelle.
Il battito del cuore di un aereo,
ricorda il dolore.
Un fascio di luce,
riaccende la nostra speranza.
La memoria,
rimane nel corpo,
un fuoco dentro di noi,
provoca freddo e brividi,
il terrore esce dall’anima,
diventando parte della storia.
STRAGE

Voci,
anime nel silenzio
che invocano giustizia.
L’odore di paura soccombe
su un mare di morte,
e un muro di gomma
si estende all’infinito.
Vittime,
anime volate via
con i loro pensieri.
Le luci pulsano,
di un battito frammentato.
Il silenzio incombe
su una strage di innocenti.
IL MUSEO DEL DOLORE

Ustica,
un unico ricordo
di un soffio,
caldo e avvolgente
oscuro e maligno
che con un sibilo
porta via la vita
e con lei la sua verità.

Brividi, rabbia e terrore
ad ascoltare il battito melodioso
della triste malinconia
di una morte atroce
legata a un intrigante mistero.

Commozione e insicurezza
e lacrime invisibili
per una tragedia
senza spiegazione certa.

Mi sento una barca
in balia delle onde più voraci
immersa in mare,
un mare oscuro e sinistro
un mare senza scrupoli
pronto a trascinarti con lui.
LA RONDINE IN GABBIA

Una rondine perduta,
incosciente,
polvere affogata nel mare,
voci rompono il silenzio omertoso,
luci abbagliano gli occhi presenti,
anime in gabbia,
ricercano ancora la libertà,
ed ora come battiti implacabili,
lacerano le catene di un ricordo ancora vivo.
LA STANZA DI GHIACCIO

Oltrepassata la porta
Entro in un mondo
Freddo come il ghiaccio.
L’aria attorno a me è pesante,
Come il cadavere
Al centro della stanza.
A pezzi,
È il mio cuore,
Precipito,
Una grande nuvola di ferro
Cade
Tra le tenebrose braccia
Della morte.
Lo scheletro spettrale,
Avvolto da una coperta di paura,
Si mostra fiero di essere sopravvissuto.
Lampadine riscaldano la stanza
Come piccoli cuori luminosi,
Pulsando,
Pieni di speranza.
Voci,
Sussurri,
Di pensieri comuni,
Aleggiano liberi
Sono sull’aereo,
Pronte a ripercorrere il viaggio
Che ha fatto a pezzi le nostre anime.
GELIDE VOCI

Entro in quella stanza
gelide voci mi confondono
81 lampadine che ti illuminano
come le vittime di quella triste sera.
Tu che sei sopravvissuto,
una voce mi racconta di te
e riaccende il pensiero.
Di tristi notti son passate
ma non come la notte in cui ho perso te
Tu che porti ancora la speranza di quelle persone,
i loro desideri e sogni.
La fiammella del ricordo ancora arde
anche se fioca.
COME ONDE

Un forte dolore ci riempie gli occhi,
che vengono illuminati da 81 luci fioche,
come le vittime che si sono spente in attesa di giustizia.
Questa strage ci riempie i pensieri,
che volano come uccelli
e ci trasportano i pensieri come onde.
Io mi ricorderò di te,
si tu, proprio tu, che ti sei salvato
e hai donato speranza a coloro che si sono spenti.
CUORI SPEZZATI

Cuori spezzati di
anime innocenti
un aereo scomparso,
avvolto in un pianto brutale.
Un amaro dolore,
una lampadina
fioca ma sempre accesa,
delle vite,
che oscillano tra onde salate
81 SOSPIRI

81 respiri,
81 lampadine accese,
spente negli abissi più profondi del mare,
vite spezzate da un errore forse umano, chissà?
sospiri appesi ad un filo ormai spezzato
IL MURO DI NESSUNO

Sento voci
sento sussurri
vedo immagini
vedo una storia
che non ha fine
vedo delle persone
sparite in mare
in un mare dove si erge un muro
un muro che ci separa
dalla sinistra verità
un muro che è di nessuno
un muro che esiste ma non si vede
che può essere disfatto
col ricordo di ciò che è stato
e di ciò che è successo
DISPERSO

Piccole stelle,
battiti,
verità disperse nel buio.
Stelle fantasma
in un cielo di buchi neri.
Un’ombra
invisibile
negli abissi più profondi,
un’installazione nel vuoto,
oscura,
così imponente da eclissare il mare.
Luci fioche, ma sempre accese,
il vento, di passaggio,
contaminato di quei ricordi
aleggia inesorabile,
e racconta l’affetto
inondato di pura paura.
Cammineremo all’infinito,
dispersi,
e anche alla fine
il nostro spirito guerriero
non si spegnerà.
Siamo anime innocenti
volate su quell’aereo,
vittime,
perseguitati da uno spaventoso scenario di guerra.
Ancora viviamo,
sprigioniamo luce
il nostro cuore batte
e continuerà a farlo.
L'URLO

un aereo che urla
persone che cadono
gocce che saltano
pezzi che si perdono
niente più notizie
solo lacrime e ansia
per persone che non torneranno più.
UN VUOTO IMMENSO

Varco la porta,
subito un’ondata
di sentimenti mi travolge.
È la paura,
che si intreccia con le voci.
Un battito luminoso,
come le pulsazioni del cuore.
L’aereo in frantumi:
una strage, 81 innocenti,
anime dissolte nell’infinito.
Ma la verità resta avviluppata in un muro di gomma.
OTTANTUNO

Un amaro dolore eclissava i nostri visi
dando verità a quei volti
rivestiti da pensieri e sussurri sconosciuti
di anime pregne di emozioni,
oppresse dalla soffocante stretta della morte.
Frammenti di un aereo
in braccio ad un dolce vento,
potranno finalmente raccontare
ciò che accadde quella sera,
ed una soffocante aria ridonerà
vita a quei ottantuno battiti
che oscillano nel vuoto,
di una camera buia
dove essi brillano e si affievoliscono,
ed un mero corpo
riemerge nella verità
trasportato dalle onde.
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